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Indagine congiunturale: bene la manifattura, male l'edilizia

Nei primi cinque mesi dell’anno la produzione è cresciuta del 9,4 per cento, il fatturato del 13,1 per cento, l’export dell'11 per cento. Il settore edile continua a soffrire

L’industria manifatturiera modenese torna a crescere. Lo dimostra l’indagine congiunturale messa a punto da Confindustria Modena relativa al periodo gennaio-maggio 2011: la variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è di un +9,4 per cento nella produzione, +13,1 per cento nel fatturato, +11 nell’export, +4,6 per cento negli ordini interni, +6,8 per cento in quelli esterni, e infine un +1,6 per cento sull’occupazione.

Tra i settori che hanno registrato la crescita maggiore, il settore metalmeccanico (+17 per cento fatturato, +16,6 per cento export); il tessile-abbigliamento (+8 per cento fatturato, + 15,8 per cento export) e il biomedicale (+7,1 per cento fatturato, +8,1 per cento l’export). Il ceramico, che è il settore di maggior peso in termini di fatturato (seguito da quello alimentare e da quello biomedicale), ha registrato un aumento di produzione del 7,4 per cento nei primi cinque mesi di quest’anno e del 2,1 per cento per fatturato, dovendo tuttavia registrare anche una diminuzione delle esportazioni del 3,8 per cento.

«All’aumento del fatturato non corrisponde una crescita dell’occupazione», sottolinea il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, che ha presentato i dati in occasione dell’assemblea generale. In particolare i dati dell’occupazione sono più consistenti nel biomedicale (+2,7 per cento), nel terziario (+2,6 per cento) e nel metalmeccanico (+2,2 per cento). Segno negativo, invece, per l’alimentare (-0,6 per cento), il ceramico (-1,1 per cento), e il tessile-abbigliamento (-0,9 per cento).

«L’edilizia resta un settore in grandi difficoltà», aggiunge ancora il numero uno degli industriali modenesi, «auspichiamo una ventata d'ossigeno dall'edilizia sociale». Eppure ricorda ancora Ferrari Modena ha un Pil pro capite di 31.985 euro, cioè uno dei più alti del Paese. La vocazione manifatturiera ha fatto sì che la provincia di Modena risentisse della crisi più delle altre province emiliano-romagnole: il tasso di disoccupazione, infatti, è più altro rispetto alla media regionale (6,8 per cento contro 5,7 per cento).

(12 luglio 2011)
Argomenti: Confindustria