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Piastrelle dagli scarti del settore alimentare

La novità presentata a Bologna dalla sassolese Manfredini&Schianchi positiva anche per il fatturato: incassi cresciuti del 13 per cento nel 2009

Nuova vita agli scarti per risparmiare risorse naturali: è questa la filosofia della nuova piastrella che ricicla anche rifiuti industriali (in particolare del settore agroalimentare). 

L'ha realizzata l'azienda sassolese Manfredini&Schianchi, lavorando insieme al laboratorio Enviren della Rete alta tecnologia della Regione Emilia-Romagna. La novità è stata presentata nel corso del convegno "Ambiente: innovazione e impresa" che si è svolto presso la sede di Aster a Bologna.

«Il nostro laboratorio», spiega il responsabile Franco Prodi, professore dell'Istituto di scienze dell'atmosfera del Cnr, «si occupa di tecnologie per il monitoraggio ambientale, il trattamento e la valorizzazione energetica dei rifiuti, la gestione della risorsa idrica. Può contare su 111 ricercatori, di cui 38 a tempi pieno, e sta puntando sempre più sulla collaborazione con le imprese del territorio».

I primi risultati iniziano a vedersi: al convegno bolognese, oltre al progetto di Manfredini&Schianchi, sono stati mostrati i prodotti realizzati da altre dieci imprese in collaborazione con il laboratorio.

«Il prodotto finale», afferma Maurizio Bonvicini di Manfredini&Schianchi, «dovrà essere più economico di quelli oggi in commercio, sia dal punto di vista dell'utilizzo di materie prime sia da quello delle risorse generali utilizzate nel processo di produzione».

L'azienda, con base a Sassuolo, impiega oggi 48 dipendenti con un fatturato che nel 2009, anno della crisi nera, è cresciuto a 12,5 milioni di euro, dagli undici dell'esercizio precedente.

(08 marzo 2010)