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Manfredini: «La ripresa partirà da noi»

Il neopresidente di Confindustria Ceramica assicura agli associati il massimo impegno per aiutare il comparto a uscire dalla crisi: «Abbiamo i mezzi e il know-how necessari per definire i nuovi indirizzi di sviluppo»

Il neopresidente di Confindustria Ceramica Franco ManfrediniUn passaggio di consegne nel segno della continuità “innovativa” perché «è giusto, oltre che naturale, mutuare dal mondo dell’impresa concetti e modelli». Franco Manfredini, neopresidente di Confindustria Ceramica con un consenso plebiscitario (98,9 per cento delle preferenze), chiarisce da subito la sostanza del suo incarico: «Chi mi ha preceduto ha lasciato una struttura associativa coesa, ha lavorato intensamente per l’immagine, il prestigio e la visibilità dell’associazione: partiamo quindi da una posizione solida, ma guai a sentirsi appagati. E anche se la contingenza consiglierebbe un atteggiamento prudente e guardingo, preferisco pensare al mio mandato come a un periodo di slancio e vitalità. L’arroccamento non mi è mai piaciuto».

Intanto le piastrelle registrano, nel 2008, una frenata sia nelle quantità prodotte che nelle vendite. A questa situazione, secondo la ventinovesima indagine statistica nazionale sull’industria italiana della ceramica, il settore ha reagito facendo ricorso a tutte le forme di ammortizzatori sociali per adeguare la produzione alle vendite, continuando a investire (308 milioni di euro, il 5,5 per cento del fatturato) e migliorando la gamma offerta al mercato.

«Inutile nascondersi che il momento non è particolarmente positivo», continua Manfredini. «Su scala nazionale le quantità vendute nel corso del 2008 sono state 506,24 milioni di metri quadrati, con una flessione del 7,5 per cento. Ciononostante, il nostro distretto ha tenuto e sta meglio di altri perché ha saputo rispondere con tempismo ed efficacia alla crisi. Sono convinto che il riscatto dell’intero settore partirà da noi: abbiamo i mezzi e il know-how necessari per definire nuovi indirizzi di sviluppo, per dettare con autorevolezza l’agenda della modernizzazione».

Lo scorso anno, sempre secondo l’indagine, sono stati prodotti 512,54 milioni di metri quadrati di piastrelle, con un’ulteriore flessione di 46,56 milioni di metri quadri (-8,3 per cento). Relativamente al portafoglio prodotti, si conferma la leadership del gres porcellanato smaltato che, con 230,78 milioni di metri quadrati, copre ora il 45 per cento dell’intera produzione, seguito dal gres porcellanato non smaltato (132,43 milioni di metri quadrati), dalle monocotture (90,5) e dalla bicottura (42). Nella produzione, le province di Modena e Reggio si confermano leader con il 79,3 per cento del totale, mentre il resto della Regione all’11 per cento.

«Per uscire dal tunnel», suggerisce ancora il neopresidente, «è necessario coinvolgere tutti i protagonisti della filiera in un unico e compatto fronte comune, senza distinguo ed eccezioni: oltre alle forze e alle risorse economiche, che saremo capaci di mettere in campo, è fondamentale il lavorare a processi di aggregazione e sinergia. Rilancio infrastrutturale, approvvigionamento energetico a costi concorrenziali e formazione permanente: questi, non alchimie particolari, sono gli obiettivi per il futuro del nostro comparto».

(29 maggio 2009)
Argomenti: Confindustria, Ceramico