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energia pulita

L'Ospedale di Sassuolo scommette sulla trigenerazione

Per la prima volta in regione, in una struttura sanitaria, è stato installato un cogeneratore con assorbitore di calore, dando vita a un impianto di "trigenerazione"

Il presidente di Ospedale Sassuolo Spa Enrico Contini

Il nuovo cogeneratore consente di ottenere una riduzione del 24 per cento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera (ovvero 1.432 tonnellate ogni anno): un risparmio energetico complessivo stimato in 566 tonnellate equivalenti di petrolio. L’intervento di riqualificazione della centrale tecnologica è stato studiato per aumentare i livelli di sicurezza, il comfort, ridurre l’inquinamento e contenere i costi di approvvigionamento di energia dell'ospedale.

L’intervento di riqualificazione della centrale tecnologica, realizzato da un'Associazione temporanea d’imprese composta da Consorzio Coop. Costruzioni, Cpl Concordia e Ing. Ferrari Impianti, è stato studiato per aumentare i livelli di sicurezza nell’approvvigionamento di energia dell'ospedale. Con l’entrata in funzione del cogeneratore, infatti, il nosocomio sassolese potrà contare su ben quattro fonti di energia elettrica diverse e indipendenti (la rete pubblica, gli elettrogeni e i gruppi di continuità, oltre al cogeneratore stesso) e anche per l’energia termica le fonti si diversificheranno, diventando anche in questo caso quattro.

L’ospedale pagherà l’investimento direttamente alle ditte costruttrici dell’impianto, attraverso l’energia consumata nel tempo. Le aziende realizzatrici, per 9 anni, come previsto nel bando di gara del 2009, si faranno carico della conduzione dell’impianto fornendo anche l’energia necessaria, occupandosi anche di una sua eventuale ristrutturazione e degli interventi di manutenzione. La proprietà dell’impianto, scaduto questo periodo, passerà quindi all’ospedale che potrà implementare ulteriormente i propri risparmi (fino al 20 per cento annuo, pari a 1 milione di euro in 5 anni).

Nel cuore della nuova centrale tecnologica
L’impianto, alimentato con gas naturale, permette di produrre allo stesso tempo energia elettrica, calore e freddo. La  sua sola potenza "produttiva" di calore riuscirà a riscaldare, d’inverno, l’intero Ospedale di Sassuolo (che ha una superficie di 41mila metri quadrati e può contare su 256 posti letto), senza consumare altra energia della rete pubblica. Nel periodo estivo l’energia termica, grazie ad un secondo macchinario che evita la dispersione del calore prodotto (l’assorbitore) in eccesso, verrà "convertita" in acqua fredda per il condizionamento. Gli interventi, necessari per rimodellare la centrale tecnologica attorno al cogeneratore, non hanno interessato solo la "catena" di produzione del calore e del freddo ma anche gli impianti di circolazione dell’acqua, quelli antincendio e l’unità di trattamento aria, creando di fatto una nuova centrale tecnologica. Oltre all’introduzione del cogeneratore e dell’assorbitore, sono state sostituite anche tre caldaie ad olio con due caldaie ad acqua e ne è stata installata una terza per la produzione veloce di vapore. Ultimati i lavori, l’Ospedale può contare su una "struttura complessa" di autoproduzione di energia, che consentirà di ridurre al minimo i disagi derivanti, ad esempio, dai cali di corrente o da un guasto al sistema di riscaldamento.

(06 febbraio 2012)
Argomenti: Sanità