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L'Orlando Furioso rivive con Laminam

Inaugura sabato 24 settembre all’ex Cavallerizza del Palazzo Ducale di Sassuolo la mostra del pittore Venerio Martini

«Le chine di Venerio Martini si distinguono per il tratto che ha portato il nome dell’artista oltre i confini nazionali: un segno veloce, sintetico, delicato ma allo stesso tempo deciso e necessario alla narrazione storica. Il blu (Sevres) è il colore scelto per la riproduzione dei disegni su Laminam bianco. È infatti questa una delle tonalità con cui anticamente erano realizzate le decorazioni ceramiche sassolesi. Divenuto maestro decoratore dopo la grande guerra e poi pioniere della decorazione ceramica, il merito di Venerio Martini (Sassuolo 1899-1972) è di avere dato un vero grande impulso alla produzione ceramica grazie all’arte del decoro a partire dalla metà del secolo scorso rendendo famoso in tutto il mondo il Distretto ceramico sassolese.

La mostra rimarrà allestita fino al 26 novembre ed è curata da Michele Martini, con testo critico di Nadia Raimondi. Si tratta di un esempio di come l’arte possa incontrare il supporto industriale ceramico dando vita a rivoluzionarie decorazioni ceramiche in digitale.

«L’idea di riprodurre sul supporto Laminam i disegni a china del Martini è nata dall’incontro con Michele Martini, nipote di Venerio, e dall’intento comune del voler valorizzare l’ingegno di colui che diede un fondamentale impulso allo sviluppo della produzione ceramica», spiega Franco Stefani presidente del Gruppo System. «I locali storici dell’ex Cavallerizza del Palazzo Ducale di Sassuolo ben si adattano a ospitare le opere di un artista così importante per la città. In mostra, sempre su Laminam, ci saranno infatti anche quattro acquerelli del Martini rappresentanti gli affreschi del Palazzo Ducale».

«L’innovazione tecnologica del grande formato e della materia stessa in mostra propone nuove reinterpretazioni possibili dell’idea di decorazione e di espressività artistica», sottolinea Michele Martini curatore della mostra, «in relazione ad ambienti moderni, con esigenze spaziali maggiori, di raffinata qualità estetica. La storia sulla ceramica sassolese si sofferma abitualmente a parlare degli artisti dell’ottocento, spesso però ci si dimentica che l’evoluzione industriale del nostro comprensorio ceramico si è manifestata a pieno in questi ultimi cinquant’anni, talora anche sottovalutando il ruolo svolto dalla creatività di personalità molto attive e partecipi della vicenda ceramica sassolese».

«Con ogni probabilità Venerio Martini stesso sarebbe entusiasta di poter provare la traduzione delle sue immagini su quanto di più nuovo offra oggi una grande superficie ceramica», commenta Nadia Raimondi, «sulla quale ancora una volta, andare a far vibrare il suo segno, riaffermando la vitalità della sua arte».

Per informazioni: 3401352050 o collezionemartini@libero.it.

(22 settembre 2011)
Argomenti: Ceramico, Cultura