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"Libertà e benessere", una scommessa per l'Italia

Il 9 e il 10 aprile, alla Fiera di Parma, il convegno del Centro studi di Confindustria vuole proporre un confronto sulle chance di rilancio e sviluppo che ha il nostro Paese

L'Italia è tra le prime dieci economie mondiali. Il reddito dei suoi cittadini è elevato, da nazione ricca e benestante. Sono conquiste ottenute in meno di cento anni, un tempo breve se considerato con lo sguardo lungo della storia. L'aumento del benessere non si è limitato al solo Pil, ma ha toccato molti aspetti della vita: dalla salute alla dimensione delle abitazioni, dall'istruzione al tempo libero. I momenti di maggior rapidità del progresso hanno coinciso con quelli di apertura agli scambi internazionali e alla concorrenza, con il moltiplicarsi di possibilità di scelta e di libertà nei vari ambiti della convivenza civile.

Da quasi un ventennio, però, l'economia italiana fatica ad avanzare e ciò sta generando disagio sociale e incertezza per il futuro. Come rilanciare lo sviluppo? Quali scelte strategiche per superare la crisi? Ne discuteranno il 9 e il 10 aprile, alla Fiera di Parma, esponenti del mondo politico, finanziario e imprenditoriale.

L'occasione è offerta dal convegno "Libertà e benessere: l'Italia al futuro" del Centro studi di Confindustria, che quest'anno coincide anche con il centenario dell'associazione di viale dell'Astronomia.

«Nei momenti delicati, come quello che il nostro Paese sta vivendo», scrive Emma Marcegaglia nella lettera inviata agli associati, «è importante saper esprimere una grande capacità di coesione intorno a comuni valori di riferimento, sia come cittadini che come imprenditori. Il mio personale impegno, che sono certa è condiviso da quanti hanno scelto l'organizzazione di Confindustria per la propria rappresentanza, è di fare del convegno di Parma un punto di svolta che confermi e rafforzi l'impegno di Confindustria per il "futuro dell'Italia" in termini di crescita e competitività».

(06 aprile 2010)
Argomenti: Confindustria