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Le Reti d'impresa diventano un master nazionale

Sarà inaugurato il 27 maggio il corso di alta formazione sul tema delle aggregazioni. EmmeWeb ha approfondito i dettagli e le opportunità di questo master con Giuseppe Molinari, coordinatore della Commissione di studio sulle Reti d'impresa di Confindustria Modena

fodo Giuseppe Molinari283 imprese, 50 contratti stipulati, 56 province e 16 regioni coinvolte. I numeri forniti da Unioncamere non ammettono repliche: le reti d'impresa navigano col vento in poppa. Dando un'occhiata poi alla documentazione messa a disposizione dall’Unione italiana delle Camere di Commercio si scopre che l’Emilia-Romagna e Modena recitano un ruolo di primo piano tra chi ha recepito le opportunità di questo istituto. Sulle 283 imprese totali il 28 per cento sono emiliano-romagnole e il 7 per cento sono modenesi. «Quanto basta», sottolinea Giuseppe Molinari, coordinatore della Commissione di studio sulle reti d’impresa di Confindustria Modena, «per confermare che il nostro territorio ha la volontà di giocare fino in fondo questa partita».

A metà aprile il governo ha presentato le misure fiscali per le Reti d’impresa. In base ai decreti attuativi le agevolazioni di cui fruirebbero le aziende incasellate in un contratto di rete possono arrivare fino a 1 milione di euro. Le imprese devono sentirsi “meno sole” alla luce di quest’ultima novità legislativa?
«Ritengo che dal governo sia giunto un segnale importante o, meglio, un segnale forte e simbolico che travalica il mero dato numerico. Vincolare il ragionamento al beneficio fiscale, che pure esiste ed è sicuramente un bene che sia stato previsto, è sbagliato. Del Contratto di rete bisogna raccogliere la sfida culturale e assorbirne la nuova mentalità: due o più aziende, non necessariamente legate dall'identità territoriale, si mettono insieme per puntare con maggior decisione ai processi di innovazione tecnologica e internazionalizzazione. Senza nulla scontare, però, sul piano dell'autonomia e della flessibilità».

Il 27 maggio prenderà il via il corso di alta formazione in “Gestione e sviluppo delle reti di impresa”. Luiss Business School, la scuola di management dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, con il supporto di Confindustria Modena, Industriali Reggio Emilia e i rispettivi enti di formazione ne promuove la seconda edizione. A chi è rivolto e quali sono gli obiettivi del corso?
«Si rivolge in primo luogo agli imprenditori, ma anche a manager e professionisti che intendono mettere le proprie competenze al servizio di sistemi di reti di impresa. Non sono esclusi dal novero dei potenziali fruitori nemmeno funzionari e dipendenti di enti istituzionali o associativi che possono trovarsi a interagire con aggregazioni imprenditoriali reticolari e che dunque ne debbano conoscere logiche e modalità di funzionamento. Gli obiettivi del percorso formativo sono molteplici: da un lato formare competenze e capacità gestionali in grado di valorizzare l’effetto “rete”, dall’altro colmare lo skill gap esistente tra la gestione d’impresa e la gestione delle forme aggregative reticolari, fornire strumenti e modelli di governance. Diciamo che finora le adesioni a questo corso sono state numerose e sono giunte da tutta Italia».

Tra tutte le associazioni territoriali del sistema Confindustria, Modena si è ritagliata sin dall’inizio un ruolo attivo e di grande partecipazione sul tema del Contratto di rete.
«L’investitura, per così dire, è venuta direttamente dal vicepresidente di Confindustria Aldo Bonomi, nonché attuale presidente di Retimpresa, l’agenzia che ha lo scopo di facilitare le aggregazioni tra aziende. Confindustria Modena, nelle fasi embrionali del progetto, è stata un laboratorio di sperimentazione. Oggi il risultato è che un nutrito drappello di aziende ci chiede di essere seguito e aggiornato, in uno scambio continuo di mail, telefonate e visite in associazione. A costo di ripetermi: il Contratto di rete è uno snodo culturale che le aziende devono necessariamente affrontare, pena l’esclusione dalle dinamiche di crescita economica e produttiva che si imporranno nei prossimi decenni».

Per saperne di più: http://www.retimpresa.it/

(23 maggio 2011)
Argomenti: Confindustria