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internazionalizzazione

Le piccole e medie imprese modenesi alla conquista della Cina

Dal 20 al 27 novembre Confindustria Modena insieme agli Industriali Reggio Emilia promuove nel Paese asiatico una missione a cui parteciperà un drappello di 14 pmi, la metà delle quali della nostra provincia

Il 2010 sembra essere proprio l'anno della Cina. Da una parte l'atteso sorpasso ai danni del Giappone, per diventare la seconda economia mondiale (con un Pil a +9,7 per cento), e dall'altra una vetrina come l'esposizione universale di Shanghai stanno concentrando sul gigante asiatico le attenzioni del mondo economico-imprenditoriale.

Dal 20 al 27 novembre Confindustria Modena e Industriali Reggio Emilia promuovono in Cina una missione a cui parteciperà un drappello di 14 pmi (la metà delle quali modenesi: Emiliana Serbatoi, Hansa Tmp, Mix, Officine Meccaniche Eme, Omci, Safim e Zephir).

La missione, denominata "Cina Expò Mech-Hydraulics 2010", raggiungerà il suo apice dal 23 al 26 novembre con Bauma Cina, la quinta edizione della fiera sul settore della meccanica per l'edilizia (modellata su quella che ogni anno si svolge a Monaco).

Un contributo importante al progetto degli industriali di Modena e Reggio Emilia proviene dalla Regione Emilia-Romagna. L'ente di viale Aldo Moro ha infatti pubblicato un bando per l'erogazione di un finanziamento che copre il 75 per cento delle spese a fondo perduto (logistica e allestimento dei padiglioni fieristici), che si traduce in un contributo di circa 100.000 euro.

«La missione Bauma Cina rappresenta un valido esempio di internazionalizzazione fatta in un'ottica di sistema», afferma Davide Ansaloni, che segue per Confindustria Modena il progetto. «Il sistema Italia non è in questo caso solo uno slogan: in un'unica area della fiera, di circa 800 metri quadrati, Modena e Reggio Emilia si troveranno fianco a fianco con l'Istituto nazionale per il commercio estero (Ice) e con l'azienda speciale dell'ente camerale di Milano che si occupa di commercio estero Promos».

Riducendo al minimo i campanilismi si abbattono i costi e si aumenta la visibilità. «La sinergia con gli altri enti», aggiunge Ansaloni, «ha tra le conseguenze più ovvie la maggiore efficienza: risparmi sostanziali nell'allestimento e nella gestione degli stand fieristici e un impatto migliore nei confronti dei visitatori stranieri».

Bauma Cina
Bauma Cina nasce nel 2002 sul modello del Bauma di Monaco. Sulla fiera cinese c'è infatti il copyright dell'organizzatore teutonico Messe Munich. Quella di quest'anno sarà la quinta edizione biennale.

Nel 2008, alla quarta edizione, gli espositori furono 1.608 (provenienti da 30 Paesi diversi), i visitatori 112.674 e la superficie espositiva di circa 210.000 metri quadrati.

(02 agosto 2010)