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Le opere esposte

Un corposo nucleo di pittori del Cinque-Seicento ma anche artisti italiani e stranieri del XIX secolo: al Momant collezionisti, buyer e appassionati avranno da scegliere.

A Palazzo dei Pio ci sarà il "Cristo giacente sorretto da due Angeli e Sant’Anna" attribuito dagli esperti a uno dei più noti pittori del '500, il Veronese, mentre del secolo seguente è una tela dall’iconografia simile, la "Madonna con Bambino e Sant’Anna", attribuita dalla critica a Carlo Saraceni.

L'asina di BalaamDella fine del XVII secolo è l'"Asina di Balaam" del veronese Antonio Balestra, che ha una cornice coeva al dipinto. Del XV secolo è la tempera su tavola del veneziano Vittore Crivelli raffigurante la "Madonna con Bambino, mentre del secolo seguente è la delicata "Madonna del pannolino" assegnato all’allievo di Leonardo da Vinci Gian Pietro Rizzoli detto il Giampietrino.

Trascorrono ancora cent’anni e arriva l’epoca del parmense Giovanni Lanfranco, qui presente con "Ecce Homo" e del contemporaneo toscano Ludovico Cardi detto Il Cigoli, di cui è acquistabile a Carpi una "Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina". Del XVIII secolo i visitatori potranno trovare anche dipinti con molti personaggi com’è il caso dell’opera "Ester e Assuero" del bolognese Francesco Monti. Sono anche presenti alla manifestazione di Carpi stranieri come "La partenza delle truppe" del fiammingo seicentesco, studiato da Federico Zeri, Cornelis de Wael, oppure il francese dello stesso secolo Nicolas De Largilliére presente con il grande ritratto "Marie-Elisabeth le Fèvre de Caumartin".

L’altro periodo caratterizzante il Momant è l’Ottocento: dalla "Maternità" di Adolfo Tommasi, al "Lago di Lugano" di Giulio Carmignani, dalla "Merenda" del reggiano Gaetano Chierici al delicato "Paesaggio con rovine" firmato da Francesco Lojacono. Uno dei maggiori artisti del mondo, il francese Edouard Manet, è presente a Carpi con "Aspettando la minestra" del 1860, una tela che è in attesa di essere inserita nel catalogo ufficiale di Manet redatto dalla Fondazione Wildenstein, mentre dei primissimi anni del '900 sono due piccoli, ma solo per le contenute dimensioni, capolavori come "Epopea" di Plinio Nomellini e "Paesaggio" di Amedeo Modigliani.

(23 novembre 2009)