Confindustria Modena
Stampa l'articolo

Lavoro nero, una spia da non sottovalutare

A fine 2009 erano attive a Modena 11.343 imprese edili, 322 in meno rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo sono diminuiti anche i lavoratori (1.452 i posti persi sulla base dei dati Inail) con un fenomeno, però, che gli esperti dell'Osservatorio provinciale degli appalti descrivono come un superamento della tendenza degli anni scorsi a trasformare il lavoro subordinato in lavoro parasubordinato, autonomo o solo a partita Iva.

«Ora si transita direttamente al lavoro nero, saltando la fase del cosiddetto "lavoro grigio", con implicazioni preoccupanti per le tutele dei lavoratori, a partire da quelle previdenziali, e dando vita a un vero e proprio sfruttamento» spiega Vincenzo Pasculli, responsabile dell'Osservatorio, sottolineando che «la migrazione costante verso il sommerso aumenta il rischio di infiltrazioni, in particolare nei cantieri dei lavori privati».

Attraverso la lettura trasversale dei dati dell'Inail, della Camera di commercio, dell'Inps e delle Casse edili, l'attività dell'Osservatorio consente di tracciare una mappatura della struttura imprenditoriale del settore nel Modenese la quale «continua a riorganizzarsi in strutture produttive più snelle che tendono a risparmiare sul costo del lavoro».

Il rischio è che «la polverizzazione delle nostre imprese faccia perdere competitività rispetto ad altre strutture imprenditoriali pronte a entrare in un mercato senza controllo».

(10 maggio 2010)