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prospettive 2010

Lavoro, il sondaggio di Randstad Italia

La multinazionale olandese, esperta nella selezione delle risorse umane, ha analizzato il livello di fiducia che i lavoratori dipendenti ripongono nelle aziende per cui lavorano. L'analisi riguarda 23 Paesi tra cui anche l'Italia

Randstad, la multinazionale olandese, con una sede anche a Modena, che si occupa di ricerca, selezione e formazione di risorse umane, ha pubblicato i risultati della prima edizione 2010 del "Workmonitor". Il sondaggio, realizzato in 23 Paesi tra Europa, Americhe e Asia, traccia il livello di fiducia che i professionisti dipendenti ripongono nelle aziende per cui lavorano.

Il Workmonitor Randstad è pubblicato quattro volte l'anno, con l'obiettivo di analizzare gli sviluppi e le tendenze del mercato del lavoro. Lo studio è condotto attraverso un questionario on line su una popolazione di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con un minimo di 24 ore alla settimana di lavoro retribuito (non autonomi). Il campione è di 400 interviste per Paese e l'istituto di ricerca è il Survey Sampling International. La prima tranche del progetto si è svolta tra il 21 gennaio e il 9 febbraio 2010.

Marco CeresaGli Stati in cui è più alta la percentuale di dipendenti che sono soddisfatti di come stanno operando le aziende per cui lavorano, sono risultati essere India (86 per cento), Cina, Messico, Argentina (83 per cento) e Australia (82 per cento). L'Italia è in sesta posizione con il 76 per cento.

Guardando all'immediato futuro invece, il maggior tasso di fiducia dei lavoratori sulla crescita delle imprese per cui operano, è stata registrata in India con l'89 per cento dei dipendenti, Cina con l'86 per cento, Messico 83 per cento, Stati Uniti e Argentina 82 per cento e Australia 76 per cento. L'Italia riporta valori medi con il 62 per cento di fiducia. Le ultime tre posizioni sono occupate dalla Francia col 54 per cento, l'Ungheria con il 50 per cento e il Giappone con il 33 per cento.

In caso di perdita del posto di lavoro, i Paesi dove i dipendenti richiedono con maggiore insistenza alle aziende di offrire loro corsi di training e riqualificazione professionale per trovare una nuova occupazione, sono risultati Francia, con l'80 per cento degli intervistati, Olanda col 73 per cento, Italia col 72 per cento, Regno Unito con il 69 per cento, Belgio, Olanda e Norvegia con il 67 per cento.

«Dalla prima rilevazione 2010 del Workmonitor», afferma Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia, «emerge un ottimismo di fondo che caratterizza i lavoratori italiani. Ritengo poi interessanti i dati riguardanti la riqualificazione dei professionisti che hanno perso il proprio posto di lavoro, prerogativa che, grazie alla Legge finanziaria 2010, è stata ora attribuita in Italia anche alle agenzie per il lavoro. In Randstad abbiamo creato la nuova divisione Rentrée che mira a favorire il reinserimento nel mondo produttivo dei lavoratori colpiti da procedure di Mobilità, Cig o che hanno più di 50 anni».

Randstad è presente in 44 Paesi con 4.100 filiali e 25.500 dipendenti. Il suo fatturato ha raggiunto nel 2009 12,4 miliardi di euro. In Italia dal 1999, conta 670 dipendenti e oltre 170 filiali.

(10 maggio 2010)
Argomenti: Terziario