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Lattiero-caseario, 19 milioni di euro per finanziare i progetti di filiera

Il finanziamento vuole attutire gli effetti dell'abolizione del regime delle quote latte, prevista nel 2015. Entro il 30 marzo le domande delle aziende per partecipare al bando

«Con questo bando», ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, «vogliamo unire ciò che il mercato tende a dividere. La condizione stessa per accedere ai finanziamenti è infatti l’esistenza di un accordo per condividere insieme obiettivi di qualità e di efficienza, per creare più valore aggiunto sui mercati e per ridistribuirlo in modo più equo all’interno della filiera. Crediamo che la scelta di lavorare per unire la filiera sia quella giusta per dare più forza al comparto».

Ammodernamento delle imprese, ricerca precompetiva, innovazione di prodotto e di processo, formazione: questi gli interventi previsti dal bando, per un settore tra i più importanti dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, che comprende formaggi a denominazione d’origine protetta come il Parmigiano-Reggiano, il Grana Padano, il Provolone e il Formaggio di Fossa di Sogliano a latte vaccino, oltre al latte alimentare ad alta qualità. Per poter concorrere ai contributi le imprese interessate dovranno dunque unirsi intorno a un progetto comune, condividendo una serie di impregni reciproci e obiettivi. L’aggregazione dovrà coinvolgere imprese di produzione, trasformazione e potrà essere estesa, come soggetti non direttamente beneficiari, anche a imprese di distribuzione e ad associazioni dei consumatori.

Con questo bando la Regione realizza la seconda significativa iniziativa a sostegno dell’aggregazione delle imprese agricole e agroalimentari dell'Emilia-Romagna. Un precedente bando per finanziare progetti di filiera nei diversi comparti produttivi aveva infatti stanziato, nel 2009, 106 milioni di euro, per 67 progetti di filiera e un volume complessivo di investimenti intorno ai 270 milioni di euro. In quell'occasione il comparto lattiero-caseario aveva visto finanziati 19 progetti, per un totale di 425 imprese, con un finanziamento pubblico di 28 milioni 500 mila euro e un investimento complessivo pari a oltre 72 milioni.

Cosa prevede il bando
Per beneficiare degli aiuti le imprese dovranno formalmente sottoscrivere un "accordo di reciprocità", con impegni vincolanti, e per ogni progetto dovrà essere individuata un'impresa capofila, con compiti di coordinamento. Tale ruolo potrà essere giocato da strutture già esistenti (cooperative, consorzi, Op) oppure, in caso di nuove aggregazioni, da associazioni temporanee di imprese appositamente costituite. Gli incentivi pubblici verranno utilizzati in maniera integrata, cioè convogliando sui singoli progetti finanziamenti provenienti da diverse misure dell’Asse 1 del Piano regionale di sviluppo rurale: le principali sono quelle per l’ammodernamento delle imprese agricole (12 milioni 486 mila euro per investimenti stimati di oltre 32 milioni di euro) e per l’innovazione nell’agroindustria (6 milioni di euro che promuoveranno investimenti per oltre 16 milioni).

I contributi oscillano dal 35 al 50 per cento dell’importo complessivo dei progetti per gli investimenti produttivi, per salire sino al 70 per cento per quelli di carattere immateriale (ricerca precompetitiva) e oltre per la formazione e la consulenza. Per promuovere aggregazioni di una certa dimensione, il programma fissa inoltre per ciascun comparto il numero minimo di aziende che dovranno mettersi insieme: si va da almeno 4 per il comparto formaggi stagionati a 8 per quello del latte alimentare e dei latticini. Previste anche soglie minime e massime di spesa per ciascun progetto: di norma non meno di 500 mila euro e non di più di 6 milioni. Le domande dovranno essere presentate entro il 30 marzo 2012. La graduatoria dei progetti sarà approvata entro agosto 2012, poi ci saranno 2 anni di tempo per completare gli investimenti.

(12 gennaio 2012)
Argomenti: Agroalimentare