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Hidetoshi Nagasawa al Palazzo dei Musei

Quest'anno l'associazione degli industriali modenesi sponsorizza una delle installazioni di maggior pregio della kermesse filosofica: "Dormiveglia", la mostra dell'artista giapponese Hidetoshi Nagasawa

Gaia, 1992, ferro marmo e cera vergine, 250 x 400 x 750 cmDopo i "Testimoni" di Mimmo Paladino dello scorso anno, Confindustria Modena continua a sostenere l'arte contemporanea. Al festival Filosofia 2010, in programma tra Modena, Carpi e Sassuolo dal 17 al 19 settembre, l'associazione di via Bellinzona sponsorizza "Dormiveglia", l'installazione di Hidetoshi Nagasawa.

L'artista giapponese sarà presente all'inaugurazione che si terrà venerdì 17 settembre alle ore 18.30 presso il Palazzo dei Musei. Rosalba Pajano, professoressa di Estetica all'Accademia di Belle Arti di Bologna e curatrice di numerose esposizioni di Nagasawa, farà una breve presentazione dell'artista e delle opere esposte.

La mostra si divide in due opere, Gaia e Ariadne, che fino al 14 ottobre saranno collocate rispettivamente nell'atrio e nel Museo civico dell'edificio di viale vittorio Veneto.

Il profilo dell'artista nipponico
Hidetoshi Nagasawa nasce nel 1940 in Manciuria. Quando, alla fine del conflitto mondiale, l'Unione Sovietica attacca la Manciuria e tutti i residenti giapponesi sono costretti alla fuga, Nagasawa si stabilisce in Giappone, dove si laurea in architettura.

Dopo varie vicissitudini, nel 1967 approda a Milano, dove stringe un sodalizio intellettuale e artistico con alcuni giovani artisti (Castellani, Ariadne, 2009, marmo, 50 x 200 x 100 cmFabio, Nigro e Trotta). La produzione di questo periodo è legata al concettualismo: giochi verbali incisi su lastre metalliche, "azioni " nella campagna lombarda e video.

Dal 1972 si dedica alla scultura, realizzando opere impegnative con l'uso di materiali quali l'oro, il marmo e il bronzo. Il linguaggio plastico dell'artista acquista una sua precisa fisionomia, un'originalità che trae forza dalla fusione di elementi mitici e religiosi, provenienti dalla sua cultura d'origine, l'Oriente, e da quella d'adozione, l'Occidente.

Negli anni Ottanta avviene un ampliamento di scala, che lo porta a creare ambienti, al confine tra scultura e architettura. L'idea della sospensione diventa il nucleo centrale delle sue ricerche con la concezione di opere "antigravitazionali ".

A partire dagli anni Novanta, il giardino, l'elemento naturale, diventa preponderante: i temi del recinto e del passaggio sono al centro della sua poetica per la creazione di "luoghi ".

Ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia e di Documenta a Kassel.

(13 settembre 2010)
Argomenti: Confindustria, Cultura