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ripartire dopo il sisma

La Wam riparte da Formigine

L'azienda di Cavezzo, colpita duramente dal terremoto del 29 maggio, ha trovato l'accordo con le organizzazioni sindacali per lo spostamento momentaneo di attività produttive a Formigine

Vainer Marchesini con il sindaco di Formigine Franco Richeldi e l'assessore Costi

L'azienda di Cavezzo ha affittato alcuni capannoni a Formigine. Ripartenza veloce, figlia anche della solidarietà trasversale di imprenditori e istituzioni locali. L'obiettivo di medio periodo resta recuperare in toto la sede di Ponte Motta. Traguardo che la Wam spera di raggiungere il più presto possibile, anche se i tempi non possono ancora essere stimati con esattezza.

In attesa però del ripristino della struttura e della messa in sicurezza secondo i dettami del Dlgs 74, l’azienda di Vainer Marchesini e le organizzazioni sindacali hanno trovato l’accordo per lo spostamento momentaneo di attività produttive a Formigine, con il conseguente trasferimento di una parte dei lavoratori che sarà crescente in funzione dello spostamento di parti di attività. La Wam mette a disposizione dei dipendenti un servizio navetta giornaliero andata e ritorno.

Il sindaco Franco Richeldi e l'assessore Maria Costi hanno visitato i capannoni formiginesi dove si svolge l’attività produttiva della Wam ed hanno incontrato Vainer Marchesini che ha dato la disponibilità per raccontare, nel corso del Settembre Formiginese, la sua esperienza. «Ho incontrato un imprenditore determinato e fiducioso nonostante gli ingenti danni subiti dal terremoto», ha detto Richeldi, «sono certo che riuscirà a recuperare al più presto lo stabilimento di Ponte Motta perché il suo primo obiettivo è quello di ripristinare i posti di lavoro per i suoi dipendenti».

«Siamo in ginocchio, ma siamo vivi», ha replicato Marchesini. «La velocità d’intervento è il modo migliore per preservare i posti di lavoro per tutti, ed è grazie alla capacità di lavorare in gruppo e alla forte specializzazione di persone preparate, che riusciremo a riportare la produzione a Ponte Motta. Veniamo da una terra di contadini nella quale il ritmo è scandito dalle stagioni; le stagioni durano 3 mesi e lavorando giorno e notte, forse la prossima stagione ritroveremo il frutto del nostro lavoro e così anche il sorriso».

(23 luglio 2012)