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La subfornitura e i cinesi

La subfornitura (parliamo delle aziende che producono conto terzi) è un fenomeno ben radicato a Carpi. Le aziende con un titolare di nazionalità straniera che lavorano per il distretto, registrate presso la Camera di Commercio di Modena, crescono sempre più. Accanto alle quelle “regolari” però, attecchiscono anche attività che sulla clandestinità e sul lavoro irregolare impostano la propria strategia, di fatto concorrenza sleale.

I dati sulla subfornitura, forniti dal gruppo di lavoro dell’Istituto Ricerche e Interventi di politica industriale e del lavoro di Carpi, consentono, per la prima volta, di fare emergere una parte dell’attività delle imprese straniere presenti. Si tratta prevalentemente di aziende cinesi che realizzano la cucitura dei capi. In provincia di Modena, si stima che le 559 imprese straniere operanti nell’industria dell’abbigliamento contino circa 2.000 addetti, di cui circa 1.200 nel distretto carpigiano. All’occupazione totale della subfornitura del distretto, calcolata per il 2008 intorno ai 3.700 addetti, di cui circa 400 in imprese straniere, andrebbero quindi aggiunti circa 800 lavoratori che rimangono nel sommerso, pari a circa un 20 per cento del totale.

Tenendo conto di questa parziale emersione, fra il 2005 e il 2008, si osserva comunque una riduzione del numero di imprese e di lavoratori, ma più contenuta rispetto al triennio precedente. La subfornitura del distretto è costituita soprattutto da imprese di micro dimensioni (la classe 1-3 addetti ne raccoglie il 65 per cento) e rimane specializzata nella lavorazione di capi in maglia.

Negli ultimi anni, nella produzione lavorata dalle imprese conto terzi, si osserva un aumento dei prodotti di fascia elevata. Sono soprattutto le imprese che lavorano anche capi di griffe e marchi noti a registrare le performance migliori. Nel periodo analizzato, il valore delle lavorazioni effettuate su prodotti di griffe (Armani, Trussardi, Gucci, Versace, Blumarine, Mariella Burani, Prada, Roberto Cavalli, C.P. Company, Max Mara e marchi affermatisi più di recente come Liu Jo, Baci&Abbracci, Love Sex Money, Twin Set, Via delle Perle) è più che raddoppiato, superando un terzo del totale, e quasi la metà delle aziende conto terzi del distretto oggi lavora prodotti per le fasce più qualificate del mercato.

Le dinamiche delle imprese conto terzi si differenziano a seconda della specializzazione produttiva. Nel complesso il 2008 fa rilevare un aumento delle imprese di “taglio e confezione”, sostanzialmente dovuto all’emersione di aziende cinesi di piccola e piccolissima dimensione specializzate nella cucitura. Accelera, invece, il processo di selezione delle “tessiture” iniziato nel triennio precedente, per l’uscita dal mercato di aziende di piccole dimensioni, divenute ormai da tempo marginali, e anche fra i terzisti delle “fasi finali” (stiro, controllo, imbusto) continua il processo di ridimensionamento. La parziale emersione della subfornitura straniera, in piccola parte impegnata anche nelle fasi finali, contribuisce a contenere la dinamica negativa delle aziende con questa specializzazione che, insieme alle tessiture, hanno l’andamento più critico.

(22 aprile 2009)