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bilancio 2010

La crisi non risparmia i notai modenesi

Gli onorari repertoriali, indice fedele dei volumi di lavoro complessivo, nel 2010 sono calati del 6,63 per cento

Gli onorari repertoriali, indice fedele dei volumi di lavoro complessivo, nel 2010 sono calati del 6,63 per cento. Un dato che, parametrato agli onorari del 2006, arriva ad accusare un -40 per cento. Insomma la crisi non ha risparmiato nemmeno la categoria dei notai.

Attualmente sono 60 i notai che esercitano nel distretto di Modena, ma dovrebbero essere 77, secondo quanto stabilito nel 2009 dal ministero della Giustizia, che ha istituito 9 nuove sedi (in base all'aumento della popolazione), ancora però non localizzate.

La riduzione percentuale degli onorari si avvicina, dunque, al 40 per cento rispetto alla punta del 2006 (euro 13.832.942,12). L'onorario medio, calcolato sul numero di 62 notai in esercizio nel 2010, è di 138.099,93 euro, mentre era di 195.562,96 euro nel 2007. Se a Modena fossero in attività i 77 notai previsti, il loro onorario si ridurrebbe a 111.197,35 euro.

Dai dati forniti dalla Cassa Nazionale del Notariato risulta che Modena ha addirittura subìto una flessione maggiore rispetto al dato nazionale che ha segnato un -1,01 per cento rispetto al 2009. Mentre alcune regioni stanno già recuperando, l'Emilia-Romagna, che registra un totale di onorari repertoriali di euro 56.708.585,35, perde ancora il 3,37 per cento.

Gli atti notarili a Modena 

  2010 2009 2007
Cessioni di unità immobiliari a uso abitazione 8.648 8.891 12.744
Cessioni di unità immobiliari a uso artigianale, commerciale e industriale 638 697 889
Cessioni di immobili agricoli 1.040 1.067 1.481

Costituzione di società di persone

603 571 850
Compravendite di aziende 793 798 948
Cessioni di quote di Srl 1.823 2.121 3.158
Cessioni di quote di società di persone 1.072 1.319 1.811

Costituzione di società di capitali

985

969 1.239

All'interno della regione, è proprio il distretto di Modena a segnare il dato peggiore: -6.63 per cento, rispetto a -1,63 di Bologna, -5,58 per cento di Ferrara, -1,09 per cento di Forlì, -3,54 per cento di Parma, -4,53 per cento di Piacenza, -5,77 per cento di Ravenna e -1,74 per cento di Reggio Emilia.

Il dato negativo è anche il risultato delle logiche di "liberalizzazione", che hanno portato a una riduzione delle competenze notarili, per esempio in materia di autoveicoli e cessioni di quote di Srl.

Se da un lato alcune norme hanno realmente attenuato i costi a carico dei cittadini, come è avvenuto per le cancellazioni di determinate ipoteche (le cancellazioni d'ipoteche attraverso l'atto notarile si sono ridotte da 2.324 nel 2007 a 1.996), o per le surrogazioni nei mutui, in altri casi si sono semplicemente spostate le competenze dalla categoria notarile ad altre, senza che si possano rilevare benefici per i cittadini.

Al riguardo Cariani, a proposito della riduzione delle competenze notarili, afferma nella sua relazione: «Non parlo poi degli autoveicoli, ambito di attività dal quale il notariato è quasi completamente uscito, con conseguenze per l'affidabilità dei pubblici registri che ora anche gli stessi dirigenti del Pra, preoccupati per la tenuta del sistema di pubblicità al quale sono preposti, incominciano a denunciare».

(09 marzo 2011)
Argomenti: Enti locali