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La collaborazione con l'Università di Shanghai

Una delegazione dell'University of Shanghai for Science and Tecnhology ha visitato l'Università di Modena e Reggio Emilia per sottoscrivere un accordo di collaborazione nel campo della ricerca scientifica, e per conoscere più da vicino la realtà della facoltà di Ingegneria. 

Gli ospiti cinesi hanno raggiunto l'ateneo modenese dopo essere stati in Germania, la prima tappa di un tour attraverso cui stringere accordi con alcune importanti realtà scientifico-accademiche europeee.

«La firma della collaborazione con l'Università di Shanghai», dice il prorettore Sergio Paba, delegato d'ateneo ai Rapporti internazionali, «fa parte di una strategia più complessiva verso la Cina che stiamo portando avanti da più di due anni. Si tratta del quinto accordo siglato con prestigiose istituzioni universitarie cinesi. Lo scopo è favorire lo scambio di studenti e docenti, avviando rapporti di cooperazione scientifica».

Aldo Tomasi e Xiaoming Xu firmano la convenzioneLa convenzione, con validità annuale, è stata firmata dal rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi e dal rettore della University of Shanghai for Science and Technology Xiaoming Xu, presso la sede della facoltà di Ingegneria di Modena.

«Ho avuto modo di visitare personalmente il campus di Shanghai lo scorso ottobre», continua Sergio Paba. «Fondato nel 1906 è tra le strutture più importanti della città. Ha circa 20 mila studenti e più di 1.150 docenti e ricercatori. Tra le altre cose, ha un'ottima Scuola di ingegneria, di importanza nazionale, con diverse specializzazioni. Un primo risultato di questa partnership è già stato ottenuto: la facoltà di Economia Marco Biagi ospiterà come visiting professor il professor Gao che terrà un corso ai nostri studenti di Management internazionale sull'economia cinese e sui casi di internazionalizzazione delle imprese italiane in Cina».

«Ultimamente», commenta il rettore Aldo Tomasi, «stiamo compiendo notevoli sforzi per radicare la nostra università nel contesto dei processi di internazionalizzazione. Ci spinge a muoverci in questa direzione non solo la convinzione che la ricerca debba poter avvalersi di opportunità di scambio e confronto con gruppi anche stranieri, ma anche la volontà di fare dell'ateneo il motore dei processi di innovazione come ci viene sollecitato ripetutamente dal sistema delle imprese. La realtà cinese, con le sue enormi potenzialità, rappresenta un'occasione per sviluppare collaborazioni proficue in segmenti dinamici dell'economia».

(19 aprile 2010)