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Italiano per stranieri, alle elementari nasce "Paroliamo"

Il progetto, frutto della collaborazione fra Confindustria Modena e Comune, sostiene l'apprendimento della lingua italiana fra i bambini stranieri di due scuole modenesi

Aule e insegnanti a disposizione dei bambini stranieri, soprattutto di quelli da poco giunti nel nostro Paese: due tra le scuole elementari con la più alta concentrazione di alunni di origine straniera potranno potenziare le attività di sostegno linguistico e apprendimento della lingua italiana, grazie a "Paroliamo", i laboratori linguistici nati dalla sinergia fra Confindustria Modena e l’assessorato all’Istruzione del Comune di Modena.

"Paroliamo" è un progetto innovativo per Confindustria Modena: l’associazione degli industriali, per la prima volta, allarga il suo campo di azione sul fronte education anche alla scuola dell'obbligo. «Confindustria Modena», afferma il presidente Pietro Ferrari, «ha sposato il tema della formazione come strumento essenziale per la crescita del territorio. Ma il progetto che ho avviato con la mia presidenza, Teen Project, per la prima volta vede la nostra attenzione concentrarsi sul mondo della scuola a 360 gradi: non solo al sistema dell'istruzione superiore o universitaria, quindi, ma anche sulla scuola dell'obbligo».

Il progetto prevede uno stanziamento di circa 200 mila euro che consentirà di finanziare le attività fino al 2013. Le scuole cittadine interessate sono "Collodi" e "Cittadella", che hanno una percentuale di bambini stranieri di quasi la metà del totale. I laboratori saranno inaugurati nelle due scuole giovedì 22 e venerdì 23 ottobre.

«Con "Paroliamo"», spiega l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Adriana Querzè, «Confindustria Modena ha dato prova di condividere con l’amministrazione comunale un'idea di città basata sull'integrazione e sull'accoglienza».

Per Roberta Caprari, imprenditrice modenese di una storica azienda metalmeccanica e responsabile del Progetto Education dell'associazione di via Bellinzona, l'apprendimento strutturato della lingua italiana «non può che favorire la naturale integrazione fra i bambini italiani e i bambini stranieri che arrivano nella nostra città».

(19 ottobre 2009)