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la cerimonia

Ingegneria nel segno del Drake

Mercoledì 16 giugno la città di Modena si è unita nell’omaggio a uno dei suoi più illustri concittadini intitolando a Enzo Ferrari la facoltà di via Vignolese

«Considerata la forte integrazione della nostra facoltà con il territorio modenese e la rilevanza delle realtà produttive nel settore della meccanica e dell'automobilismo, in particolare quello sportivo, per il quale Enzo Ferrari è da sempre il simbolo modenese nel mondo, abbiamo ritenuto che la proposta di intitolare la facoltà all'ingegnere Enzo Ferrari possa contribuire a renderla più nota nel mondo e a caratterizzarla per la sua forte vocazione all'integrazione con la realtà produttiva locale, della quale, anche al di là del settore automotive, Enzo Ferrari è l'espressione più prestigiosa».

Con questa atto, assunto all'inizio del 2010 e coincidente con il ventennale della istituzione della facoltà di Ingegneria Modena, il Consiglio di facoltà di Ingegneria ha avviato di fatto la procedura che ha consegnato uno dei luoghi simbolo degli studi accademici al fondatore della casa automobilistica del Cavallino Rampante.

Accolta sempre all'unanimità dal Senato accademico il 16 febbraio 2010, la richiesta di dedicare ad Enzo Ferrari la facoltà di Ingegneria Modena è stata approvata con decreto ministeriale il 14 maggio 2010 e con decreto del rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi il 18 maggio 2010.

Alla cerimonia di mercoledì scorso sono stati invitati e hanno assistito anche i laureati ad honorem della facoltà, che in questi anni hanno conseguito le insegne dottorali e il sigillo dell'ateneo: da Franco Stefani della System a Luciano Passoni della Sir robotica, da Ivano Passini della Italtractor ad Alberto Mantovani della Mantovani Benne.

«Noi», ha ricordato il preside Giuseppe Cantore al momento dell'intitolazione, «celebriamo Enzo Ferrari, un numero uno, e in questo Modena vuole emularlo perché vuole continuare a essere sempre ai vertici. L'università è l'unica sede deputata affinché la tradizione e le capacità dei singoli diventino cultura, insegnamento e patrimonio universale».

Si è trattato di una giornata particolare, che ha unito nel ricordo del Drake l'ateneo, la città e la provincia di Modena, cui sono intervenute tante autorità locali e rappresentanti del mondo economico.

Dopo il saluto del preside della facoltà hanno preso la parola il figlio Piero Ferrari e il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, il primo a essere insignito nel decennale della facoltà delle insegne dottorali di Ingegnere. A tutti i laureati ad honorem è stata consegnata dal preside Giuseppe Cantore una formella artistica interamente prodotta in materiale riciclato realizzata per questa occasione, opera dello scultore Mauro Ingrami.

Ingegneria a Modena
Istituita 20 anni fa la facoltà di Ingegneria "Enzo Ferrari" ha laureato in questi anni quasi 5.000 ingegneri, specializzati in ingegneria meccanica, del veicolo, dei materiali, informatica, elettronica, delle telecomunicazioni e ambientale. Presto diplomerà anche i primi laureati in Ingegneria civile.

La realtà odierna di questa facoltà e la forza della sua presenza è riassunta in alcuni significativi numeri: cinque corsi di laurea triennali (Ingegneria civile e ambientale; Ingegneria dei materiali; Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni; Ingegneria informatica; Ingegneria meccanica); sei lauree magistrali (Ingegneria dei materiali; Ingegneria del veicolo; Ingegneria elettronica; Ingegneria informatica; Ingegneria meccanica; Ingegneria per la sostenibilità ambientale); oltre 100 docenti, qualche centinaio di giovani ricercatori, più di 2.500 iscritti e la capacità di "sfornare" nell'ultimo triennio più 400 laureati all'anno.

Estesa su una superficie complessiva di 165.900 metri quadrati, circa un terzo della quale occupata da edifici, e per il resto destinata ad aree verdi e parcheggi, la facoltà di Ingegneria di Modena, che sorge a ridosso della via Vignolese, tra le vie Gelmini e Gottardi, è costata complessivamente circa 35 milioni di euro, che testimoniano dello sforzo corale messo in campo per dare alla città una struttura accademica moderna, funzionale ed adeguata alle attese di un territorio che affonda le sue radici in un tessuto tra i più dinamici a livello nazionale nel campo della meccanica, dell'automotive, dell'oleodinamica, della robotica e dell'elettronica, della ceramica e della piastrella, oltre che dell'informatica e dell'ingegneria civile.

(21 giugno 2010)