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Ing. Ferrari: 100 anni tra i "visionari"

L'azienda ha celebrato il secolo di vita. La quarta generazione è pronta a prendere la tolda di comando. In programma la creazione di una Academy


Da sinistra: Francesco, Pietro e Guido Ferrari

Esattamente 100 anni fa il mondo era una palla infuocata e impazzita. Eravamo nella fase embrionale del celeberrimo Secolo breve. L'Italia e il suo esercito, all'interno del primo conflitto mondiale, si preparavano a subire la più cocente sconfitta mai registrata nella recente storia unitaria con la battaglia di Caporetto. Alle porte d'Europa divampava la rivoluzione russa. E a Modena, proprio nel 1917, in via dei Servi 32, in pieno centro storico, l'ingegnere meccanico Carlo Ferrari rileva con il piglio del "visionario" una piccola ditta. Comincia a vendere camini, caldaie e stufe per il riscaldamento delle case in città ma ha già tracciato il futuro della sua famiglia e dell'azienda. 

È l'inizio incredibile di Ing. Ferrari, l'azienda la cui catena di comando è oggi distribuita tra Pietro Ferrari, presidente, il primogenito Francesco, fresco di nomina ad amministratore delegato, e il secondo figlio Guido, responsabile della parte legale. Alessandro Sala, altra figura di responsabilità e rilievo all'interno all'azienda, è invece il direttore generale.

I suoi cento anni di "ardimentosa" attività Ing. Ferrari li ha festeggiati giovedì 26 ottobre al Forum Monzani in mezzo ad amici, clienti, fornitori e rappresentanti delle istituzioni. Tra i presenti il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi e il past president di Confindustria Emilia-Romagna Maurizio Marchesini.

«Il mio momento è arrivato 35 anni fa, quando zio Paolo mi volle accanto a sé per "imparare il mestiere"», ha sottolineato Pietro Ferrari. «Avrei voluto fare altro nella vita e con la matematica il mio rapporto era un po' conflittuale. Tuttavia non potevo esimermi dall'accettare la sfida e dopo la laurea in Ingegneria civile edile a Bologna mi buttai a capofitto nell'azienda. Abbiamo sempre orientato il nostro lavoro alle esigenze più complesse dei nostri clienti. All'inizio della nostra avventura imprenditoriale ci occupavamo perlopiù di impianti elettrici e di riscaldamento a uso civile. Nel corso del tempo ci siamo organizzati per dedicare il nostro lavoro alle industrie, curandone gli impianti di riscaldamento e raffreddamento. Nel 2005 per far fronte in modo più strutturato alle sfide dei tempi siamo diventati una Spa». 

Gli ultimi cinque anni sono stati per Ing. Ferrari di dirompente crescita. «Dal 2012 a oggi i dipendenti sono quasi raddoppiati passando da 85 unità a 160, con un'età media sotto i 39 anni. Idem per il fatturato, anch'esso raddoppiato: siamo passati dai 23 milioni ai 47,7 e, alla fine di quest'anno, dovremmo sfondare il muro dei 50 milioni».

Ad annunciare la novità più succosa è stato il primogenito Francesco. «Il nostro organigramma è aumentato in quantità e qualità negli ultimi tempi. Oggi al nostro interno abbiamo professionalità varie, come ingegneri chimici ma anche biotecnologi. Abbiamo dunque l'obiettivo, nell'arco dei prossimi due anni, di fondare una Academy che valorizzi i nostri talenti».

«Tutto quello che stiamo facendo», ha concluso Pietro Ferrari, «ha l'ambizione di avere una ripercussione positiva sul futuro del territorio su cui siamo radicati. Oggi l'azienda è nel mezzo di un passaggio generazionale ed è con soddisfazione e orgoglio che passo il testimone a Francesco e Guido».

Nemmeno la recente elezione a presidente di Confindustria Emilia-Romagna sembra avere intaccato il dinamismo del presidente. «Non ho nessuna intenzione di ritirarmi a vita privata. È vero che la presidenza della federazione di Confindustria mi porta spesso a Bologna, ma è altrettanto vero che ho ancora alcuni progetti importanti da portare a termine in azienda». La quarta generazione è avvisata.

(27 ottobre 2017)