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Confindustria Emilia-Romagna: «La crisi non ferma gli investimenti»

La depressione economica non blocca le imprese emiliano-romagnole. Ricerca, formazione, linee di produzione e Ict le aree dove le aziende investono di più

L’indagine sugli investimenti delle imprese in Emilia-Romagna, giunta alla decima edizione, ha visto il coinvolgimento di 502 imprese appartenenti al settore manifatturiero, per un totale di circa 43.000 addetti e un fatturato complessivo di circa 14 miliardi di euro.

Nel 2008 la propensione delle imprese emiliano-romagnole a investire è confermata: l’89,2 per cento degli imprenditori ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel corso dell'anno. Le imprese hanno continuato a investire in “Linee di produzione” (49,6 per cento), “Ict” (48,6 per cento), “Formazione” (46 per cento), “Ricerca e sviluppo” (44,6 per cento).

Per quanto riguarda le previsioni per il 2009, le imprese intervistate che hanno dichiarato di realizzare investimenti sono l’82,9 per cento, mentre nel 2008 era il 91,7 per cento: è evidente il forte peggioramento delle aspettative della domanda.

L’area in cui si concentreranno maggiormente gli sforzi delle imprese nel 2009 è quella relativa alla “Ricerca e sviluppo” (44,8 per cento), seguita da “Formazione” (43,2 per cento), “Linee di produzione” (40,4 per cento) e “Ict” (36,3 per cento).

Il confronto tra le previsioni del 2009 e gli investimenti realizzati nel 2008 evidenzia che i fondi previsti per “Ricerca e sviluppo” sono sostanzialmente stazionari rispetto a quelli compiuti l’anno scorso, quelli produttivi e commerciali all’estero risultano in leggero aumento, mentre per tutte le altre tipologie le previsioni sono inferiori rispetto a quanto fatto nel 2008: le proiezioni dicono 36,3 per cento per l’“Ict” (rispetto al 48,6 per cento realizzato nel 2008) e 40,4 per cento per le “Linee di produzione” (rispetto al 49,6 per cento realizzato nel 2008).

Qualche segnale positivo giunge dagli investimenti esteri: quelli produttivi sono annunciati nel 2009 dal 5 per cento delle imprese, rispetto al 4,4 per cento che li ha realizzati nel 2008, mentre quelli commerciali sono previsti nel 2009 dal 19,9 per cento delle imprese, rispetto al 14,3 per cento realizzati nel 2008.

Negli ostacoli alla realizzazione degli investimenti, i fattori di natura congiunturale sono tornati a prevalere su quelli strutturali: l’insufficiente livello della domanda è infatti l’elemento che più di tutti sta condizionando e frenando le decisioni di investimento delle imprese.

Per quanto attiene agli impedimenti di natura strutturale, la difficoltà a reperire le risorse finanziarie necessarie a realizzare la spesa per investimenti è stata indicata dal 35,3 per cento degli imprenditori intervistati e rappresenta il secondo fattore di ostacolo dopo la contrazione della domanda, il primo fra quelli di natura strutturale. Tale percentuale è in forte crescita rispetto al 16,9 per cento registrato nel corso del 2008. Si tratta del dato più alto mai registrato dal 2000 a oggi, e conferma la rilevanza del tema dei bassi livelli di capitalizzazione delle imprese, nonché delle sue dirette ripercussioni sulla possibilità di accesso al credito e sulla capacità di autofinanziamento degli investimenti da parte delle aziende.

A seguire troviamo le difficoltà amministrative e burocratiche, indicate dal 17,9 per cento delle imprese, in leggera crescita rispetto al 16,5 per cento registrato nel 2008.

(10 agosto 2009)
Argomenti: Confindustria