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il rapporto ires

Imprese modenesi regine della formazione

Le aziende del nostro territorio continuano a considerare la crescita professionale di dirigenti e collaboratori un elemento fondamentale per il rilancio del business

La direttrice di Nuova Didactica Emanuela PezziNé tempo perso né soldi buttati quando si parla di investimenti in formazione: le imprese modenesi continuano a considerare la crescita professionale di dirigenti e collaboratori, e gli investimenti destinati a questo scopo, un elemento fondamentale per il rilancio e la diversificazione del proprio business.

A confermarlo è un capitolo ad hoc dell'ultimo rapporto di ricerca redatto da Ires Emilia-Romagna (l'istituto di ricerca economica e sociale nato in seno alla Cgil), in collaborazione con le scuole di management Nuova Didactica (Confindustria Modena) e Cis (Industriali Reggio Emilia), che propone un'elaborazione dei dati forniti da Fondimpresa, il Fondo interprofessionale di riferimento del sistema Confindustria.

I dati forniti dal "Conto di sistema" di Fondimpresa indicano che i territori di Modena e Reggio Emilia sono tra le province della regione che vedono una maggiore partecipazione alle attività formative, sia in termini di imprese che di lavoratori partecipanti.

Modena, in particolare, mediante il "Conto di sistema" ha registrato il più alto numero di imprese che hanno svolto formazione (140) e ha formato il più alto numero di lavoratori (3.617) nel biennio 2008-09. Questo risultato è stato influenzato dalla significativa presenza sul territorio modenese di aziende operanti nel settore ceramico (42).

«La formazione», afferma la direttrice della scuola di management di Confindustria Modena Emanuela Pezzi, «costituisce una leva di sviluppo importantissima e il sistema di Fondimpresa è una risorsa fondamentale per la crescita aziendale».

La crisi economica non ha causato un calo dell'investimento in formazione, ma nella maggior parte dei casi ne ha generato un aumento. «Le aziende hanno vissuto negli anni immediatamente precedenti la crisi un'accelerazione degli ordinativi e del fatturato, riducendo il tempo disponibile sia per programmare sia per realizzare formazione. Per questa ragione», conclude la Pezzi, «numerose sono le imprese che hanno deciso di attivare corsi formativi durante le ore di cassa integrazione. Questo è stato quasi sempre ben accolto dai lavoratori, che hanno interpretato queste scelte come volontà da parte dell'azienda di mantenere e arricchire le competenze della forza lavoro».

Fondimpresa ogni anno raccoglie circa 200 milioni di euro per le attività di formazione destinate alle aziende aderenti. Al suo interno esistono due modalità differenti di accantonamento delle risorse: da una parte, il conto individuale di ciascuna azienda denominato "Conto formazione" (le risorse sono a completa disposizione dell'azienda titolare che può utilizzarle nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni); dall'altra un conto collettivo, detto "Conto di sistema", ideato per sostenere prevalentemente la formazione nelle aziende di piccole dimensioni.

Complessivamente le imprese aderenti a Fondimpresa in Emilia-Romagna sono quasi 5.000, per un totale di 275.288 addetti. Queste imprese rappresentano il 4,2 per cento delle imprese regionali e il 26 per cento dei dipendenti. All'interno di questo quadro regionale, dal punto di vista delle imprese aderenti, Modena e Reggio Emilia si collocano rispettivamente al secondo e quarto posto (654 le aziende modenesi e 527 quelle reggiane).

«I segnali che provengono dal sistema industriale, confermati da questi dati, sono benauguranti», conclude la Pezzi. «Certamente però, perché anche con il "Conto formazione" si raggiungano risultati soddisfacenti, occorre fare ancora parecchia strada. Si tratta infatti di uno strumento ancora poco conosciuto e poco utilizzato dalle imprese».

(19 luglio 2010)
Argomenti: Formazione