Confindustria Modena
Economia
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
edilizia

Imprese e ordini professionali insieme per battere la crisi

Ance Modena, Confapi Pmi, Legacoop, Confcooperative, Cna, Lapam e sette tra Ordini e Collegi professionali uniscono le forze per individuare possibili soluzioni ai nodi del comparto edile

L’iniziativa è partita su iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri e ha trovato il consenso e il sostegno di Ance Modena, Confapi Pmi, Cna, Lapam, Legacoop e Confcooperative. Al coordinamento hanno aderito anche gli ordini e collegi professionali degli Architetti, dei Geometri, dei Periti Agrari, dei Chimici, dei Dottori Agronomi e Forestali e dei Periti Industriali che, nei rispettivi ambiti lavorativi, stanno scontando gli effetti della crisi che interessa il comparto edilizio.

Il coordinamento ha prodotto quindi un Protocollo di intesa che contiene undici possibili soluzioni concrete per il rilancio economico del settore edile, risolvendo i nodi della semplificazione burocratica, dell’accesso al credito e della programmazione territoriale secondo una visione di area vasta.

Primo obiettivo: ridurre la burocrazia. Secondo le più recenti stime del centro studi Prometeia e della Camera di Commercio di Modena, nel 2011 l’economia modenese tornerà a crescere, ma non sarà così per il settore delle costruzioni. Questa situazione perdura ormai da diversi anni e, per i promotori del protocollo d’intesa, una delle principali cause è la pesantezza della burocrazia, che richiede tempi certi per l’attuazione delle idee e dei progetti. L’esempio più recente è rappresentato dalla normativa antisismica regionale che, causa la scarsa potenzialità degli uffici di controllo, comporta già diversi mesi di ritardo nelle risposte alle richieste di autorizzazione. A tale proposito, l’Ordine degli Ingegneri di Modena ha commissionato uno studio comparativo sulle procedure e i tempi necessari per l’approvazione dei Piani Attuativi e dei Permessi di Costruire nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana. Da questa indagine è emerso come proprio la provincia di Modena sia tra quelle più penalizzate, con tempi di approvazione che arrivano fino ad otto mesi, sensibilmente più lunghi rispetto alle realtà limitrofe e comunque di molto superiori alla media nazionale.

Il protocollo in sintesi. Il documento d’intesa siglato da imprese, associazioni di categoria e ordini professionali individua tre macroaree di intervento: rapporti con le istituzioni locali e nazionali, rapporti tra imprese e professioni, rapporti con il mondo dell’università e della ricerca. Per ogni area sono indicati obiettivi di intervento e soluzioni proposte (11 quelle già individuate). Ad esempio, per quanto riguarda la semplificazione normativa, si chiede l’impegno delle amministrazioni pubbliche della provincia di Modena a rispettare i tempi dell’iter amministrativo-autorizzativo dei permessi di costruire entro il termine di 60 giorni e, se necessario, a convocare la Conferenza dei Servizi; a superare la discrezionalità interpretativa degli uffici pubblici attraverso una maggiore chiarezza delle norme urbanistico-edilizie; a promuovere l’introduzione dello strumento dell’autocertificazione; a realizzare interventi di qualificazione e aggiornamento delle strutture tecniche pubbliche che interagiscono con il mondo delle costruzioni, anche attraverso momenti di confronto e studio. Sul tema della riqualificazione del territorio e del patrimonio edilizio esistente, di sollecitare la Regione Emilia-Romagna ad approvare un nuovo "Piano Edilizio" e a procedere alla revisione dell’impianto normativo antisismico. Per quanto riguarda i rapporti tra imprese e professioni, i firmatari del Protocollo si impegnano a favorire la crescita dimensionale e qualitativa degli studi professionali modenesi, a favorire la partecipazione in comune a bandi e appalti pubblici, a studiare azioni comuni per favorire l’accesso al credito degli operatori di settore. Nell’ambito dei rapporti tra imprese, professionisti e mondo dell’università e della ricerca si prevede, ad esempio, l’attivazione di un confronto con le facoltà universitarie per la definizione di piani di studio coerenti con le richieste del mercato del lavoro.

(22 aprile 2011)