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Regione, siglato il nuovo patto per la crescita

Il presidente Vasco Errani: «Un progetto condiviso nell'interesse di tutti, una sintesi che può essere utile all'intero Paese»

Lavoro, imprese, credito, relazioni industriali, legalità ma soprattutto occupazione delle nuove generazioni. È questo il cuore del patto regionale per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva siglato tra la Regione, l’Upi, l’Anci, l’Uncem e la Lega Autonomie, l’Unioncamere, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali regionali, l’Abi e i rappresentanti del terzo settore.

«Sono molto soddisfatto», ha dichiarato il presidente della Regione Vasco Errani, «per l’esito di questo lavoro e non solo per l’importantissimo clima di condivisione che ha accompagnato il percorso di costruzione dell’accordo. Sono soprattutto soddisfatto perché in questo Patto si definiscono i criteri base necessari per affrontare la crisi: lavoro e impresa, qualità sociale e sostenibilità dello sviluppo».

LE BASI DEL NUOVO PATTO
Legalità. L’obiettivo è difendere e promuovere la legalità e sostenere l’economia sana. L’azione congiunta di istituzioni e società civile dovrà far emergere e debellare le infiltrazioni della criminalità organizzata, l’usura, il caporalato, l’evasione fiscale e contributiva e ogni altra manifestazione delle attività economiche illegali. La partecipazione degli enti locali al recupero dell’evasione potrà dare un contributo rilevante alla lotta al sommerso e alla giustizia fiscale. Le maggiori entrate saranno destinate agli investimenti per la crescita e l’occupazione e alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro e le imprese.

Relazioni industriali. La contrattazione è fondamentale per esaltare la centralità del valore del lavoro deve raggiungere risultati funzionali all’attività delle imprese e alla crescita di una occupazione stabile e tutelata e deve essere orientata ad una politica di sviluppo adeguata alle differenti necessità produttive, da conciliare con il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone. Fermo restando il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro, lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello è essenziale per collegare gli aumenti retributivi alla redistribuzione del reddito, al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività e dell’andamento economico delle imprese. La Regione ritiene che tali principi siano bene interpretati, nella sua interezza, nell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, siglato il 21 settembre. Corrette ed avanzate relazioni sindacali sono parte integrante delle politiche di responsabilità sociale dell’impresa.

Giovani e lavoro. Obiettivo urgente è quello riscrivere il patto intergenerazionale. Altrettanti importanti sono le riforme del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. L’investimento principale riguarda l’Università, la Scuola e la Formazione, innalzando le conoscenze e le competenze. È indispensabile raggiungere i traguardi europei in termini di giovani laureati e riduzione degli abbandoni scolastici; sostenere la cultura tecnica e i percorsi professionalizzanti, integrare formazione e lavoro e ridurre i tempi di transizione al lavoro. La Regione attiva per l’anno 2012 una misura di agevolazione finanziaria alle imprese che assumeranno con contratto a tempo indeterminato i giovani, compresi gli apprendisti, nel limite dei fondi previsti per il lavoro giovanile. Tutte le forme di incentivo terranno conto della differenza di genere per sostenere l’occupazione femminile. Nei bandi regionali per i contributi alle imprese sarà previsto un premio per le nuove assunzioni, la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e l’assunzione di lavoratori che abbiano esaurito il periodo coperto dalla indennità di mobilità. Nel quadro della applicazione delle norme sul federalismo fiscale che entreranno in vigore nel 2013 la Regione si impegna ad esaminare la possibilità di ricorrere alla deduzione integrale a tempo dalla base imponibile Irap del costo del dipendente stabilizzato. Per il contratto di apprendistato sono previste risorse regionali a sostegno della dimensione formativa e un impegno congiunto per la sua diffusione e il suo concreto utilizzo da parte delle imprese. Per i giovani fra i 30 e 34 anni (per i quali non è possibile l’accesso al contratto di apprendistato) la Regione prevede una misura formativa mirata per inserimento lavorativo accompagnata da un incentivo all’assunzione con contratto a tempo indeterminato.

Donne e mercato del lavoro. L’aumento della presenza femminile sul mercato del lavoro è un indicatore di crescita economica e di crescita sociale e culturale. Oltre alla precarietà, è necessario rimuovere le discriminazioni di genere negli accessi e nelle carriere e promuovere una organizzazione del welfare e della società che non solo non scarichi sulla donna il peso del lavoro di cura ma ne valorizzi l’apporto favorendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Come per i giovani, la politica per l'occupazione femminile integrerà le azioni di formazione con quelle di inserimento nel mercato del lavoro e sarà sostenuto con interventi finanziari e formativi l'avvio di attività autonome e di nuove imprese.

(30 novembre 2011)