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Il Gruppo Giovani intervista Lisa Ferrarini

Lisa Ferrarini, consigliere delegato dell'omonimo gruppo agroalimentare, anticipa a EmmeWeb i temi che saranno affrontati nel corso dell'iniziativa "Incontro con l'imprenditore" in programma lunedì 7 novembre

Quali doti e quali competenze non debbono assolutamente mancare nel curriculum di un giovane imprenditore?
«Più che le competenze, che si possono anche acquisire sul campo, credo che per un giovane sia fondamentale essere curioso, avere voglia di conoscere e di approfondire, di sviscerare gli argomenti, di non stancarsi mai di voler capire. Inoltre deve avere la capacità di dialogare in maniera costruttiva. L’elemento che rende però speciale un imprenditore è come diceva mio padre "avere due manciate di modestia per tasca". Sì, la modestia e, aggiungo io, l’umiltà sono qualità che oggi sono difficili da trovare tra i giovani rampolli di famiglia».

È ancora possibile, oggigiorno, mettere in piedi un’impresa da zero? Quanto conta la famiglia alle spalle dell’aspirante neoimprenditore?
«Sono convinta che mettere in piedi un’impresa sia ancora possibile. E lo dico con estrema convinzione. Le difficoltà odierne non sono diverse da quelle di 50 anni fa. Quello che cambia è la percezione di esse. Veniamo dagli anni Ottanta in cui tutto era facile, a portata di mano, e quindi adesso la fatica non è ammessa. Invece se vuoi fare l’imprenditore, devi mettere in conto che la fatica è tanta. Anche le soddisfazioni, ma queste vengono dopo. Mio padre, quando ha iniziato, si è dovuto confrontare con realtà industriali del nostro settore molto importanti, ma non ha mai gettato la spugna. Credo che la famiglia sia un bene indispensabile per un giovane: è una guida e un consigliere disinteressato».

Consigliere delegato del Gruppo Agroalimentare Ferrarini e, di recente, presidente di Assica, l'Associazione Industriali delle Carni aderente a Confindustria. La sua vita professionale si divide tra impresa e vita associativa. Ci racconti la sua esperienza.
«La mia storia in Ferrarini è anche la storia della mia vita, essendo cresciuta in azienda. Ho incominciato a 18 anni, seguivo papà ovunque, ero la sua ombra e mi occupavo degli approvvigionamenti. A 21 anni la prima esperienza "fuori dal guscio": quattro anni in Germania dove ho lavorato nei supermercati come dipendente. Da lì poi sono entrata nel vivo dell’attività della Ferrarini, insieme ai miei fratelli.
La mia storia in Assica parte da una lunga vicepresidenza. Dopo tanti anni di vita associativa, i soci hanno voluto che diventassi presidente. Una donna, si sa, porta dei cambiamenti. Ed io ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace, di sentire miei i molti problemi della filiera che ruota intorno alla produzione e commercializzazione di salumi.
Essere però Presidente di una Associazione non è facile, non basta essere manager per farlo. Io la considero una scuola di vita, e siccome non mi stanco mai di imparare, sono contenta di farlo. Come Presidente mi confronto con il mondo politico rappresentando l’interesse collettivo, anche quello dei concorrenti».

Insieme ai suoi fratelli rappresenta un prestigioso gruppo agroalimentare e una tra le più importanti realtà nel panorama agroindustriale italiano con un fatturato annuo di circa 350 milioni di euro. Come vede, ragionando in termini di “area vasta”, il futuro del settore a Modena e Reggio Emilia?
«Spero sempre che le città limitrofe collaborino sempre di più e mi dispiace che al momento questo non accada».

Chi è Lisa Ferrarini / L'incontro con il Gruppo Giovani di Confindustria Modena

(02 novembre 2011)