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i dati dell'osservatorio di carpi

Il distretto del tessile non cede alla crisi

Ma chi opera nella fascia medio-bassa guarda al futuro con più cautela

Calano occupazione e quote export ma aumenta il fatturato. Il nono rapporto dell’Osservatorio del Tessile Abbigliamento nel distretto di Carpi, stilato dall’Istituto ricerche e interventi di politica industriale e del lavoro sul periodo 2005-2008, parla chiaro: il settore, pur risentendo della congiuntura economica sfavorevole, tiene.

I 1.455 milioni di euro nel 2008 (1.170 nel 2005) sono l’effetto della trasformazione avvenuta a partire dal Duemila: una parte delle imprese è stata capace di innovarsi completamente, realizzando consistenti investimenti nella ricerca sul prodotto, nel marchio e nelle reti distributive. Le prime 15 imprese del distretto per fatturato sono Liu Jo, Champion, Blufin, Denny Rose, Gaudì Trade, Spazio Sei, Light Force, Luca Maglierie, Via delle Perle, Olmar e Mirta, Spazio Blu, Lormar, Baroni, Wanda Mode, One by One.

Il continuo calo dell’occupazione manifatturiera (dagli 8.062 del 2005 ai 7.802 del 2008, con la previsione per il 2009 di un taglio ulteriore di 4,8 punti percentuali) è il risultato di quel processo di selezione che ha preso piede sia tra le imprese che operano per il mercato finale sia tra quelle di subfornitura. A questo si aggiunge il fenomeno delle delocalizzazioni in Paesi esteri a basso costo (14,2 per cento delle imprese), anche se la produzione del distretto rimane una produzione prevalentemente “made in Italy” (il 74,2 per cento del fatturato è sviluppato con prodotti realizzati completamente in Italia). La capacità creativa rappresenta la forza di questo distretto che si alimenta grazie alla collaborazione di molti protagonisti (stilisti, designer, grafici, progettisti di campionario, modelliste, tessitori, confezioniste), interni ed esterni all’impresa finale, che ricercano e progettano nuovi prodotti interpretando le tendenze della moda. Le imprese del distretto hanno ulteriormente potenziato gli staff di ricerca e progettazione del prodotto: rappresentano il 27 per cento degli occupati.

Il buon andamento del mercato interno ha determinato una leggera flessione della propensione esportatrice del distretto, confermando l’orientamento prevalente delle imprese locali verso il mercato italiano. Il 70,7 per cento delle vendite è destinato all’Italia, mentre l’export si attesta sul 29,3 per cento (30,6 per cento nel 2005). Se il consolidamento della presenza sul mercato italiano appare un obiettivo raggiunto, quello della crescita internazionale rappresenta un processo in corso.

Guardando al futuro, orizzonte temporale un anno, un terzo delle imprese prevede una diminuzione del fatturato. Le previsioni migliori riguardano le imprese che operano sulla fascia alta del mercato, nella quale oltre i due terzi prevede una crescita del fatturato. Tra le imprese con prodotti di fascia medio-alta, il segmento prevalente della produzione del distretto, sono invece più numerose quelle che ipotizzano una tenuta del fatturato, mentre le imprese che operano sulla fascia media, medio bassa e bassa fanno previsioni maggiormente pessimistiche oppure non sanno prevedere.

(20 aprile 2009)