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Salumi: export e consumi interni in crescita

L'industria della carne suina fresca e trasformata non teme tracolli: volano esportazioni e vendite sul mercato interno. Al vertice dell'associazione riconfermata Lisa Ferrarini

L’attivo commerciale è salito a 811,6 milioni di euro dai 700,9 del 2009 (+15,8 per cento). Una crescita sorprendente, frutto dell’ottimo andamento delle esportazioni verso i Paesi dell’Unione europea, nostri tradizionali mercati di riferimento, ma che ha beneficiato anche dell’eccezionale aumento di quelle verso i Paesi extra Ue (+17,3 per cento in quantità e +17 per cento in valore).

Volano delle esportazioni di salumi nel 2010 sono state senza dubbio le spedizioni di prosciutti crudi stagionati arrivate, assieme a quelle di coppe culatelli e speck, a superare le 53.900 tonnellate e 504,5 milioni di euro (+10,3 per cento in quantità e +11,6 per cento in valore).

Un risultato notevole, soprattutto se si considera che la categoria rappresenta il 43,3 per cento del totale delle nostre esportazioni in quantità e il 51,9 per cento in valore, che non ha beneficiato di alcun effetto rimbalzo avendo registrato un incremento nel difficile 2009 e che è la più esposta alla concorrenza di prodotti analoghi di Paesi come Francia e Spagna.

Nella Ue, con riferimento alle quantità esportate, hanno evidenziato un ottimo trend le spedizioni verso la Francia (+14,2 per cento), trainate dalla ripresa della domanda di prodotti in osso (+41,9 per cento), quelle verso la Germania (+10,5 per cento) quelle verso il Belgio (+6,3 per cento) e quelle verso il Regno Unito (+19,7 per cento).

Fra i Paesi extra Ue straordinario aumento delle esportazioni verso gli Usa (+21,6 per cento) che, con oltre 3.800 tonnellate, si sono attestate ben al disopra dei già buoni livelli precisi del 2008. Molto buono anche il trend evidenziato dalle spedizioni verso la Croazia (+12,5 per cento), Svizzera (+3,2 per cento), Giappone (+6,8 per cento) e Argentina (+11,3 per cento).

Un momento dell'Assemblea generale 2011 di Assica che si è svolta a Parma lo scorso 23 giugno

In Italia consumi in crescita. Favorito dal miglioramento del contesto macroeconomico, il consumo di carne suina fresca e trasformata è ammontato nello scorso anno a 1,936 milioni di tonnellate, con un incremento del 4 per cento rispetto al 2009. La disponibilità al consumo procapite, considerato anche l’incremento della popolazione residente in Italia, si è portato sui 32,1 chilogrammi.

Nel corso del 2010 il comparto delle carni suine fresche, ha ulteriormente rafforzato il trend di crescita già buono dello scorso anno, con un incremento del 5,4 per cento. In sostanza, la carne suina è riuscita a sfruttare con successo il vantaggio derivatole dai prezzi contenuti.

In merito alla componente salumi (compresa la bresaola) la disponibilità totale per il consumo nazionale è stata nel 2010 di 1.139 milioni di tonnellate, ripartendosi sulla popolazione secondo il dato medio di 18,9 chilogrammi procapite, contro i 18,4 dell’anno precedente.

Rispetto al 2009 i consumi di salumi hanno osservato una ripresa significativa (+3,1 per cento). Per quanto riguarda il consumo delle varie tipologie di prodotto, i prosciutti crudi hanno messo in evidenza, rispetto all’anno prima, un inaspettato considerevole incremento della domanda (+4,8 per cento), salendo a 251.800 tonnellate.

La struttura dei consumi interni vede sempre il prosciutto cotto al primo posto con una quota pari al 24,8 per cento del totale dei salumi (era del 24,7 per cento nel 2008), seguita da quella del prosciutto crudo che sale di alcuni decimali al 22,1 per cento, mentre scendono quelle del salame (8,2 per cento) e di mortadella/wurstel (19,9 per cento). Rimane stabile quella della bresaola all’1,2 per cento. Passa invece al 23,8 per cento il consumo nazionale degli altri tipi di salumi.

(30 giugno 2011)