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l'inaugurazione del centro metal additive

Hpe Coxa, l'Industria 4.0 è qui e adesso

In 300 metri quadrati 20 ingegneri lavoreranno gomito a gomito per progettare e produrre nuove tecnologie "additive metalliche". 8 milioni di euro l'investimento complessivo


Taglio del nastro per il nuovo centro Metal Additive di Hpe-Coxa

Un centro di ricerca nuovo che va ad aggiungersi al Mil, il Machining innovation lab inaugurato giusto un anno fa. È il neonato Metal Additive di Hpe Coxa che in circa 300 metri quadrati di nuovi spazi (in via Raimondo dalla Costa a Modena) ha installato due stampanti 3D, un laboratorio metallurgico e un laboratorio metrologico. Per farlo funzionare sono stati selezionati e assunti 20 giovani ingegneri ricercatori.

Per realizzare il centro di ricerca Metal Additive, Hpe Coxa ha lavorato in partnership con due importanti multinazionali: Dmg Mori per lo sviluppo delle applicazioni additive di ultima generazione nel settore automotive e motorsport, e Accenture per la creazione di un laboratorio focalizzato sull'Industria 4.0. Il centro farà parte del network di innovazione di Accenture, che include l’Industrial IoT Innovation Network situato a Garching in Germania.

L'investimento complessivo ammonta a 8 milioni di euro, di cui 3,5 finanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell'ambito della Legge 14 del 2014 ("Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna").

Il modello di funzionamento del centro prevede un responsabile operativo e al contempo una direzione scientifica, realizzata nell’ambito di una collaborazione col dipartimento di Ingegneria di Unimore per sviluppare un programma scientifico di ricerca da abbinare alle attività produttive che il centro è in grado di effettuare.

«Il centro è stato realizzato in tempi record», dichiara Andrea Bozzoli, amministratore delegato di Hpe Coxa. «È stato progettato in una logica di Industria 4.0, ed è stato creato per assicurare in modo rigoroso l'integrazione tra progettazione, simulazione e produzione in un'ottica "additive" anziché, come avviene comunemente, limitarsi a produrre con le nuove stampanti 3D pezzi progettati secondo le tecnologie tradizionali».

«Il ruolo di Accenture», sottolinea l'amministratore delegato Fabio Benasso, «è quello di agevolare la trasformazione digitale delle aziende. Le imprese, se vorranno restare sul mercato, dovranno necessariamente raccogliere la sfida dell’innovazione tecnologica, ripensando i propri modelli di business in ottica di ecosistema aperto per innescare un circuito virtuoso di crescita e sviluppo sostenibile. A questo scopo abbiamo realizzato una rete di Centri che a livello mondiale offrono supporto alle aziende nell’accelerazione della loro agenda di trasformazione».

«Dmg Mori significa dare soluzioni alle esigenze di produzione per ottenere efficienza e competitività», sottolinea Ugo Ghilardi, Chief Operating Officer di Dmg Mori. «Questa innovazione passa attraverso le attività di ricerca, come quella in atto da molti anni con diverse università e centri di ricerca italiani, tedeschi e giapponesi, e sinergie pianificate e pensate per la traduzione negli ambiti produttivi, come nel caso di Hpe Coxa».

Sulla forza di un nuovo centro di ricerca in grado di relazionarsi con istituti di ricerca, laboratori e università (l'effetto "filiera") hanno insistito gli interventi del presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi e del governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

«L'immagine che rimane di questa azienda sono i tantissimi giovani che qui lavorano», ha concluso l'assessore Palma Costi. «Ingegneri, tecnici, operai: un prezioso patrimonio capace di interpretare la realtà produttiva di questo millennio ipertecnologico e iperspecializzato. La sfida è appena cominciata ma questa azienda e questa terra hanno le carte in regola per arrivare fino in fondo e vincere».

(16 ottobre 2017)