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mafie al nord

Giornalista modenese sotto scorta, l'intervento di Pietro Ferrari

Il presidente di Confindustria Modena esprime al cronista Giovanni Tizian piena solidarietà e sottolinea: «Il deciso impegno a stroncare ogni forma di contiguità tra le imprese e le organizzazioni mafiose è una priorità per la nostra associazione»

Giovanni Tizian

«Il quadro delineato dal lavoro del giornalista Giovanni Tizian, sotto scorta per le minacce ricevute nel denunciare l’infiltrazione mafiosa sul territorio modenese, è grave soprattutto perché dà conto di un salto di qualità inquietante delle organizzazioni mafiose: non più solo "rischio di infiltrazioni" ma una presenza sempre più radicata».

«A Tizian esprimiamo la nostra piena solidarietà, così come va il nostro sostegno alle forze dell'ordine impegnate nel contrastare questo pericoloso fenomeno».

«Il deciso impegno a stroncare ogni forma di contiguità tra le imprese e le organizzazioni mafiose è una priorità per Confindustria Modena e si basa su considerazioni etiche, la passione civile che anima il mondo imprenditoriale, ed economiche, la convenienza a operare in condizioni di legalità e trasparenza».

«Da tempo Confindustria si è data un codice etico a questo riguardo, decidendo di non ammettere ed espellere le imprese che non denunciano ricatti ed estorsioni o i cui esponenti siano collusi con la mafia. E Confindustria Modena condivide e applica questi stessi principi».

«Siamo però anche convinti che Modena può contare su una realtà imprenditoriale sana, dove etica e rispetto delle regole sono ancora centrali nell'attività di ognuno. Ma proprio per salvaguardare questa realtà è necessario non sottovalutare il problema e affrontarlo con tutte le energie disponibili».

«Gli imprenditori modenesi vogliono potere continuare a vivere e a operare in una realtà dove la legalità sia un punto di forza, un vero e proprio marchio di qualità, per attrarre investimenti dall’estero e facilitare al contempo il processo di internazionalizzazione delle aziende».

«Occorre quindi innalzare i livelli di sicurezza e rispetto delle regole in tutti i contesti in cui operano le imprese. In particolare, è essenziale garantire chi decide di denunciare fenomeni di estorsione o intimidazione, o chi si avvicina alle forze dell’ordine o alla magistratura per offrire la propria collaborazione».

«Bisogna migliorare la qualità e quantità dell’offerta di giustizia civile e penale, anche, ma non solo, in termini di un’accelerazione dei tempi di decisione, e fornire più mezzi e risorse alle forze dell’ordine per intensificare le attività di intelligence, di prevenzione e di repressione».

«Occorre poi una forte azione di prevenzione e contrasto alle organizzazioni criminali nel sistema degli appalti. Un paese che deve modernizzarsi nelle infrastrutture non deve prestare il fianco a infiltrazioni mafiose».

«Altro aspetto importante riguarda la trasparenza e l’efficienza delle procedure amministrative, con la promozione di meccanismi in grado di facilitare rapporti sempre più diretti e trasparenti tra imprese e pubbliche amministrazioni».

(16 gennaio 2012)
Argomenti: Confindustria