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Gianfranco Levoni, Modena sotto l'obiettivo

Dopo New York, Bruxelles, Barcellona, Bologna e Ravenna, il legale rappresentante di Saima Avandero ha catturato in un libro anche i segreti di Modena

Dopo New York, Bruxelles e Barcellona, dopo Bologna e Ravenna, Gianfranco Levoni si è dovuto arrendere all’evidenza: dal novero delle grandi città messe sotto l’obiettivo della sua macchina fotografica mancava Modena.

Per colmare la lacuna, ma anche per dar corpo all’irrefrenabile desiderio di rappresentare l’anima profonda della sua città (da mostrare ai nipoti, cui è dedicato il volume), il legale rappresentante di Saima Avandero si è cimentato nuovamente con la passione della narrazione fotografica.

Un itinerario lungo 161 istantanee, che parte dagli insediamenti neolitici e arriva ai giorni nostri, muovendosi tra il bianco e il nero degli spazi esterni e il colore degli interni. La città parla agli occhi del lettore con le panoramiche delle piazze e gli scorci delle viuzze porticate, si celebra con gli affreschi del Duomo, con le sculture della Galleria Estense e con gli ambienti solenni del Palazzo Ducale, sede dell’Accademia militare.

Proprio in Accademia mercoledì 2 dicembre a partire dalle 17.15, verrà presentato il volume di Gianfranco Levoni "Modena". Del libro fotografico, pubblicato per i tipi di Artestampa Arte in un migliaio di esemplari, ne parlerà insieme all’autore il direttore de "L’Informazione di Modena" Eugenio Tangerini. Interverranno anche il comandante dell’Accademia militare Roberto Bernardini, il sindaco di Modena Giorgio Pighi e il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari.

«Quale scegliere, fra tante suggestive immagini, come più tipicamente modenese?», si interroga nella prefazione al volume Arrigo Levi. «La Ghirlandina che spicca sullo sfondo di un cielo nuvoloso? O forse la grande, direi quasi sublime panoramica di tetti aguzzi? Lasciamo al lettore curioso il gusto della scoperta, a ogni voltar di pagina, di un’altra immagine della nostra città, che a noi pare, nella nostra modenese arroganza, quello che c’è di più bello, come dicevamo una volta, "in tutto il mondo e mezzo il mantovano"».

«Modena è stata una capitale del passato, ma ha tutti i numeri per mantenere il titolo anche nella modernità», afferma Levoni. «Prestigiose facoltà universitarie, istituti di ricerca di fama internazionale, efficienti infrastrutture e molteplici attività manifatturiere ne fanno una moderna capitale. Anzi, una vera capitale del mondo».

(30 novembre 2009)
Argomenti: Cultura