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Gas Rivara, ricadute positive per il territorio

In regione si creerebbero le condizioni per un aumento dei posti di lavoro (1.300-2.300 unità) e un incremento di valore aggiunto di 68-120 milioni di euro

I posti di lavoro attivati nella regione assommano a 1.300-2.300 (di cui buona parte potrebbero rivolgersi alla provincia grazie all’alto indice di specializzazione delle imprese presenti sul suo territorio). L’attivazione delle imprese della provincia muoverebbe verso una linea di maggiore qualificazione della forza lavoro e dell’occupazione.

L’incremento di valore aggiunto per l’Emilia-Romagna ammonterebbe a 68-120 milioni di euro. L’attività di realizzazione dell’impianto genera un indotto in grado di produrre un gettito fiscale quantificabile in un intervallo compreso fra 46 e 82 milioni di euro. Si tratta di imposte destinate alla fiscalità nazionale, mentre sul territorio rimane una quota di circa il 3% derivante dall’Irap pagata dalle imprese dell’intero sistema produttivo e dalle addizionali all’Irpef.

Inoltre, nella fase a regime, l’impianto è in grado di generare dai 15 ai 20 milioni di euro all’anno di Iva, e circa 15 milioni di euro in media all’anno di imposte sul reddito di esercizio. L’Irap in particolare si attesta sui 2,7 milioni di euro in media all’anno per tutto il periodo di esercizio. L’altra fonte di gettito è rappresentata dalle imposte sul lavoro diretto: l’impianto a regime funzionerà con un personale di 32 unità e ogni anno si produrranno 987 mila euro di oneri sociali e si genereranno 509 mila euro di Irpef.

Il Comune di San Felice potrà incamerare 280 mila euro nella fase di costruzione come oneri di urbanizzazione e Ici sulle aree fabbricabili, e una cifra analoga sarà pagata ogni anno di esercizio dell’impianto a regime (267 mila euro tra Ici e Tassa sui rifiuti solidi urbani).

L’ammontare del contributo compensativo per il territorio ipotizzato in 1 milione di euro ogni anno di funzionamento, è destinato per il 60 per cento (pari a 600 mila euro) al comune che ospita gli impianti, vale a dire il Comune di San Felice, e per il restante 40 per cento da dividersi tra i comuni confinanti sulla base della popolazione e della superficie in egual proporzione.

Gli introiti derivanti annualmente dall’impianto di Rivara al Comune di San Felice (3,6 milioni di euro) inciderebbero per il 40 per cento sulla media della spesa corrente comunale (pari a 9,1 milioni di euro nel triennio 2009-2011).

Inoltre, a fronte delle servitù per il passaggio delle flowlines e del metanodotto spetteranno compensazioni ai proprietari dei terreni (il terreno continuerà a essere coltivato, ma nella fascia di rispetto non potranno essere erette strutture fisse o scavate fondamenta): il valore totale di tali compensazioni potrebbe approssimare 1 milione di euro, cifra che non include il rimborso per quanto deve essere abbattuto e del mancato guadagno che ne deriverebbe (per esempio in caso di particolari coltivazioni).

Circa il possibile impatto dello stoccaggio di Rivara sulla competitività delle industrie del territorio, l’esplicito interesse del comparto ceramico al progetto di Rivara pare confermare che la disponibilità di stoccaggio contribuirà indubitabilmente alla riduzione del gap di costo del gas rispetto ai competitors europei, e di conseguenza al mantenimento o recupero di quote di mercato, con impatto macroeconomico positivo sul territorio, a cominciare dall’occupazione.

Nella provincia di Modena si trovano ben 3 dei 6 distretti industriali individuati in Emilia-Romagna: oltre a quello ceramico a Sassuolo, quello biomedicale di Mirandola e quello tessile-abbigliamento di Carpi, con un numero di addetti rispettivamente di 23 mila, 5 mila e 11 mila. Rispetto a quello ceramico, il distretto biomedicale e quello tessile hanno aziende con dimensioni medie inferiori, ma medesima vocazione all’export e dunque alta strategicità nel tessuto economico provinciale. Nella provincia di Modena si stima che il consumo annuo del gas in settori diversi da quello ceramico approssimi i 500 milioni di metri cubi. Anche per tali settori la disponibilità di stoccaggio potrebbe permettere un beneficio annuo importante.

Sono poi individuabili sinergie con l’industria provinciale del gas: basti pensare al principale player del gas a origine territoriale Sinergas, con sede a Carpi, partecipata da Aimag ed Hera, con circa 100.000 clienti, vendite di gas di 434 milioni di metri cubi di gas soprattutto in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, e fatturato nel 2010 pari a 150,6 milioni di euro. La disponibilità di stoccaggio permetterebbe a tali players territoriali di cogliere maggiormente le opportunità sui mercato di approvvigionamento del gas già sopra evidenziate, con consistenti benefici che potranno, in parte o totalmente, essere riconosciuti alla clientela per fidelizzare e/o aumentare la penetrazione.

Per Alessandro Bianchi, amministratore delegato di Nomisma Energia «si tratta di risultati robusti e di grande rilevanza per il territorio: tale infrastruttura energetica è in grado di portare importanti benefici economici nell’economia regionale, provinciale e comunale».

«Siamo molto sorpresi del risultato dello studio condotto da Nomisma Energia», ha sottolineato Grayson Nash, amministratore delegato di Erg Rivara Storage, «che supera ogni nostra aspettativa. Questo ci stimola ad andare avanti e confermare, grazie alla fase di accertamento, la sicurezza dello stoccaggio gas».

(10 ottobre 2011)
Argomenti: Terziario