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Gaetano Maccaferri: «Positivi gli impegni assunti dalla Regione»

«Sono le imprese a creare valore e lavoro e per questo occorre attivare tutte le opzioni possibili per sostenere l'attività manifatturiera, dai Confidi, al credito, alla semplificazione»

Gaetano MaccaferriAnche Confindustria Emilia-Romagna ha sottoscritto il "Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" con la Regione e tutte le altre organizzazioni datoriali e sindacali.

«In una fase delicata come l’attuale», dichiara il presidente Gaetano Maccaferri, «gli industriali condividono il richiamo al forte senso di responsabilità e di coesione che è alla base del patto. Lo scenario economico desta grandi preoccupazioni nelle prospettive di sviluppo. Si tratta di un problema non solo italiano, ma come minimo europeo, che impatta in modo diretto sul tema del credito e sulle risorse finanziarie alle quali le imprese possono accedere, con il rischio di compromettere la crescita».

«Dobbiamo tutti, pure senza drammatizzare la situazione, prendere coscienza che i problemi non sono alle nostre spalle e che occorre focalizzare l’attenzione verso lo sviluppo e l'occupazione. Sono le imprese a creare valore e lavoro, e per questo occorre attivare tutte le opzioni possibili per sostenere l'attività manifatturiera, dai Confidi, al credito, alla semplificazione. Su questi aspetti gli impegni assunti dalla Regione per il 2012 sono positivi. Così come, in coerenza con questi obiettivi, va il progetto di legge sulla semplificazione, che rappresenta un significativo elemento di novità».

«Sul versante lavoro il Patto si colloca in un’ottica positiva, sia prevedendo di dare continuità agli interventi di ammortizzatori in deroga, sia mettendo in campo innovative azioni per favorire la crescita occupazionale, specie dei giovani. Naturalmente gli imprenditori dell’Emilia-Romagna si attendono che anche le relazioni industriali concorrano ad alimentare maggiore coesione e condivisione delle scelte, evitando forzature e frammentazioni della rappresentanza, che rischiano di indebolire il valore dell’unità sindacale, che è punto di riferimento anche per le imprese».

(30 novembre 2011)
Argomenti: Confindustria