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La nuova squadra di Gaetano Maccaferri

Anche due modenesi in organico: Riccardo Bertolini eletto vicepresidente e Marco Chiadò Piat nella commissione Sanità

Gaetano Maccaferri (al centro), ospite alla recente assemblea generale 2011 di Confindustria Modena. Insieme a lui il direttore di Confindustria Emilia-Romagna Mario Agnoli (a sinistra) e il vicedirettore Luca Rossi

Le deleghe. Riccardo Bertolini si occuperà dei rapporti associativi; Gino Cocchi dell’internazionalizzazione; Andrea Farina del terziario e dell’Ict; Savino Gazza di ambiente ed energia; Alberto Lunardini di territorio, infrastrutture, trasporti e logistica; Paolo Maggioli di formazione, lavoro, sicurezza sul lavoro; Massimo Ratti delle politiche industriali.

A essi si aggiungono, come vicepresidenti di diritto, la presidente regionale della Piccola Industria Cristina Gherpelli e il presidente regionale dei Giovani imprenditori, attualmente Giovanni Mistè, in fase di rinnovo per scadenza del mandato.

A ciascuno dei vicepresidenti e consiglieri delegati è affidata la responsabilità delle commissioni consultive collegate alla loro delega: si tratta di commissioni tematiche alle quali partecipano gli imprenditori delegati da ciascuna associazione nelle rispettive materie.

Sono stati nominati anche i presidenti delle commissioni consultive che si aggiungono a quelle guidate dai vicepresidenti e consiglieri delegati. La commissione Ricerca e innovazione sarà guidata da Marco Baccanti di Forlì-Cesena; la commissione Sanità da Marco Chiadò Piat di Modena; la commissione Semplificazione, normative urbanistiche e territorio da Francesco Montanari di Bologna; la commissione Turismo da Massimo Bucci di Ravenna; il Progetto Sistema regionale Confidi da Vilmo Ferioli di Ferrara.

Il programma di presidenza. «I prossimi anni», ha affermato il presidente Gaetano Maccaferri, «saranno caratterizzati da nuovi equilibri geopolitici. Dovremo pertanto focalizzare la nostra attenzione sull’importanza di mantenere forte e competitivo il nostro sistema produttivo, tenendo conto che l’evoluzione dell’economia potrebbe comportare l’emarginazione di alcuni settori manifatturieri tradizionali e che, di conseguenza, occorre pensare ad alternative e investire in nuovi settori».

Tutta la comunità regionale (politica e pubblica amministrazione da un lato, soggetti economici, imprese, sindacati e lavoratori dall’altro) dovrà metabolizzare questo scenario, condividere una visione di lungo periodo e una direzione di marcia. «Il nostro programma», ha sottolineato Maccaferri, «presenta due linee operative di fondo: una rivolta verso l’esterno, con un’azione di rappresentanza e lobby nei confronti della Regione, e una all’interno, attraverso iniziative finalizzate all’efficienza e modernizzazione del sistema associativo. Due linee che porteremo avanti in stretta e costante connessione con le nostre associazioni territoriali provinciali, con Ance Emilia-Romagna e Confindustria Ceramica».

Verso l’esterno, in estrema sintesi, il programma affronta i seguenti aspetti: promozione di politiche in favore del sistema creditizio, del sistema dell’education, della ricerca e dell’università; crescita dimensionale e reti d’impresa; pianificazione di politiche energetiche, urbanistiche, ambientali e di tutela del territorio; semplificazione amministrativa e legislativa. «Intendiamo perseguire questi obiettivi attraverso un rapporto intenso e qualificato con la Regione, basato su un confronto preventivo e trasparente nella costruzione dei provvedimenti. Su questi temi ritengo che sia fondamentale ricercare alleanze con le altre organizzazioni imprenditoriali».

(26 luglio 2011)
Argomenti: Confindustria