Confindustria Modena
Opinioni
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
lezione di imprenditore

Franco Stefani: «Per le sfide del futuro servono cuore e tecnologia»

Il valore dell'imprenditore, il ricambio generazionale, le prospettive future: questi i temi affrontati nell'intervista con il fondatore di System dal Gruppo Giovani di Confindustria Modena

«Non aspettate il mercato, anticipatelo e precorretelo. Uscite dal coro e fate proposte, sforzatevi di vedere ciò che gli altri non vedono, attaccatevi con quanta forza avete all'unica vera innovazione: quella del vostro pensiero».

Franco Stefani, patron di  SystemDopo un'espansione commerciale che in quarant'anni ha toccato 56 Paesi del globo e portato alla nascita di 34 società collegate, anche per la tecnica arriva il momento di trovare nella teoria un alleato. La tecnica è ciò che ha consentito a Franco Stefani di creare l'impero System e che oggi, sciolta nelle parole di un ragionamento e di un racconto, gli permette di stabilire un modello d'impresa.

«Gli obiettivi di ciascun imprenditore devono tendere all'infinito, ci penseranno gli accidenti della realtà a ridimensionare velleità troppo spinte», assicura il patron dell'azienda di Fiorano davanti alla platea dei giovani imprenditori di Confindustria Modena. «Correte verso mete che non esistono e pregate che la fonte delle idee non si esaurisca mai. Sono le idee e i concetti a essere preponderanti nel destino di un'impresa, la variabile economica è fondamentale, ma da sola non conta nulla. Nella mia esperienza i momenti più fecondi, dal punto di vista della progettualità, sono stati quelli in cui ho avuto incertezze economiche».

L'amore incondizionato per le potenzialità dell'universo tecnologico ha fatto da detonatore al successo di System, ma non ha eclissato «sentimenti ed emozioni». Il paradigma Stefani, forgiato e temprato nell'officina della tecnologia, affonda le radici nell'umanesimo del nostro territorio, dove «non ci sono passioni smodate e speculazioni che cannibalizzano i valori fondanti del nostro senso civico. Modena e la sua provincia continuano a esprimere un patrimonio umano che nel resto d'Italia e negli altri Paesi del mondo ci invidiano».

Sul tema del passaggio generazionale, patti chiari con le figlie Alessandra e Fabrizia. «A loro, come è ovvio, ho prospettato la conduzione dell'impresa, ma non ho mai pensato di imporgliela come un fatto logico e naturale. Fabrizia ha deciso di fare nella vita altre cose, mentre Alessandra, pian piano, sta cominciando a interessarsi e a prendere confidenza con i nostri meccanismi di impresa. Le cose fatte "per forza" non funzionano e nella maggior parte delle volte si rivelano un fiasco. In capo al sottoscritto sta la responsabilità di dare continuità all'azienda e non necessariamente questa continuità si trasmette per via familiare».

Il settore della ceramica, pena la sopravvivenza, è chiamato a cambiare assetti e strategie. «Il manufatto ceramico, per incrociare e intercettare il mercato, dovrà accorciare il suo raggio d'azione, e rimanere al di sotto dei mille chilometri: non sarà più possibile produrre una mattonella a Sassuolo e venderla all'altro capo della terra. La crisi, purtroppo, ha assunto una sua intrinseca stabilità: abituiamoci a pensare di avere a che fare con un fenomeno che rimarrà costante nel tempo, altro che ripresa».

L'unico modo con cui Franco Stefani ha sempre concepito gli affari è quello del movimento continuo, del dinamismo e della vivacità. «Crisi o non crisi bisogna andare avanti. System sta investendo grosse somme di denaro nella ricerca, allo scopo di rimanere leader nel settore dell'automazione per ceramica e, contemporaneamente, come dimostra la neonata divisione centrata sul packaging, di aprire nuovi canali di business. Insomma se con i laminati oggi cresco del 30 per cento, mentre la piastrella cala del 40, c'è solo un motivo: non ho aspettato l'esigenza del cliente ma l'ho proposta io, in anticipo su mode e tempi».

(03 maggio 2010)
Argomenti: Confindustria