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franco stefani

L'innovazione? Meglio se collaborativa

«Sono le piccole imprese che devono prestare attenzione alla ricerca continua e alla qualità»: per Franco Stefani, patron di System Group, è l'unica strada per rimanere
sul mercato con successo

Qual è il significato del Club degli innovatori?

«Il Club degli innovatori è la conferma che, su un tema così delicato, il nostro territorio non perde tempo, a maggior ragione se si considera Crit in tutto il suo valore: un’intuizione lungimirante dell’allora presidente di Confindustria Modena Luca di Montezemolo che si è tramutata, oggi, in una realtà solida e vincente. Non c’è spazio all’improvvisazione».

E quali obiettivi vi ponete?

«Un unico ma essenziale obiettivo: la ricerca, quella che noi intendiamo promuovere, esiste nella misura in cui chi appartiene a un progetto di innovazione crea, con gli altri membri del team, una condivisione fluida e continua di informazioni. Penso a un network, totalmente avulso dalla logica dei vari settori merceologici di provenienza delle aziende. La difficoltà principale di chi fatica ad aprirsi a questa mentalità sta nel fatto che si continua a considerare la ricerca come un bene strumentale, ma è sbagliato questo approccio. Insomma il concetto che vorremmo propagare altro non è che una visione d’impresa moderna ed efficace».

Di ricerca se ne parla tanto, ma sempre negli stessi termini, quasi fosse appannaggio esclusivo dei “soliti noti”: grandi industriali e università. È così? E a contare è solo la dimensione?

«Se ne parla troppo e male, e così facendo non si aiuta la comprensione. Parlare di questo tema in termini esclusivamente di "dimensione aziendale" è fuorviante. Certo che i big, siano essi industrie o centri accademici, fanno ricerca. Ma hanno anche mercati di riferimento maturi e consolidati. Occorre sempre più prendere consapevolezza che le piccole e medie imprese, attive in nicchie specialistiche, possono continuare a eccellere nei propri segmenti di mercato solo con una ricerca continua e di qualità: sono loro a dover necessariamente essere le più attente su questo fronte».

Come si colloca il sistema economico modenese in questa partita?

«Ritengo che il sistema Modena sia un primo attore in questa partita. Ma ciò di cui abbiamo fin qui parlato è una storia infinita, si gioca sui macroperiodi: bisogna continuare, insistere e non cadere nell’errore di adagiarsi sugli allori. È una sfida proiettata nel futuro».

Anche con queste iniziative Confindustria Modena dimostra di credere nella trasmissione alle proprie imprese associate dei valori della ricerca.

«È cosi, Confindustria Modena dimostra di essere attenta ai propri associati e al passo coi tempi. Di innovazione e ricerca non si può più fare a meno: chi guarda al futuro è giusto che cominci a dotare i propri associati degli “strumenti operativi”».

(07 aprile 2009)
Argomenti: Confindustria