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Count down per il festival Filosofia

Da venerdi 18 a domenica 20 si svolgerà l'attesa kermesse filosofica. L'icona di questa nona edizione è i "Testimoni" di Mimmo Paladino, l'installazione sponsorizzata da Confindustria Modena

I membri del consorzio del festival Filosofia«Non è un teorema che vuole dimostrare qualcosa, né tanto meno un elenco pedante di iniziative». Questa edizione 2009 del festival Filosofia è piuttosto un catalogo ragionato che prende le mosse dal concetto onnicomprensivo di comunità: parola di Michelina Borsari.

La responsabile dell'evento che da circa nove anni ha catalizzato l'interesse di una platea sempre più vasta, ci tiene a presentare la sua creatura sotto la luce giusta: un intarsio di altro artigianato che al rigore scientifico affianca la componente della popolarità. «Secondo uno studio dell'Università di Verona», ha detto la Borsari nella conferenza stampa di presentazione della kermesse, «circa il 40 per cento dei fruitori del festival Filosofia è in possesso della licenza media».

Tra le forme di comunicazione, il linguaggio delle arti visive è sicuramente quello che più di ogni altro riesce a sintetizzare idee e concetti complessi. Delle 27 esposizioni nel segno della comunità che verranno poste all'attenzione dei nuovi frequentatori, ce n'è una di particolare valore: i "Testimoni" di Mimmo Paladino.

I "Testimoni" di Mimmo PaladinoCinque silenziose statue di bronzo accoglieranno il visitatore nell’atrio del Palazzo dei Musei. Il loro profilo arcaico e intemporale, lo sguardo privo di soggettività, l’enigmatica fissità dei gesti, l’ordine composto come in una rappresentazione cerimoniale saranno il primo elemento di riflessione per chi venerdì prossimo, alla presenza dell'artista, parteciperà all'inaugurazione ufficiale prevista per le ore 18.

Comparsi negli anni Ottanta e quindi ricreati in successive visioni e materiali (dalla pietra d’Istria al tufo), in composizione circolare o frontale, i "Testimoni" concentrano tutte le stratificazioni del lavoro artistico di Paladino, dal primo clima concettuale, all’interesse per la figurazione simbolica e la maschera, fino alle suggestioni tratte dalla plastica arcaica.

Ne deriva un’opera potente, in cui figure enigmatiche e mostruose per il loro stare sul confine con l’animale o il vegetale, richiamano alla presenza il primordiale e il preindividuale, mentre la loro gestualità fa apparire i valori corali, il senso di ciò che è sacro perché è comune.

Non a caso dunque il festival Filosofia ha voluto convocare quest’opera come segno e icona della comunità. Collocati nel cortile interno del Palazzo dei Musei, dove sono state esposte tutte le "icone" delle precedenti edizioni, da Pomodoro a Parmiggiani, da Giacometti ai Poirier, i "Testimoni" dialogano intensamente con le alte arcate antiche e soprattutto col regno delle ombre che qui è rappresentato dai sarcofagi e dai resti classici del Lapidario romano.

Un'occasione dunque fuori dall'ordinario, con cui Paladino ha voluto sottolineare anche l’amicizia che lo lega alla città di Modena, alle sue pietre e alle sue torri. Ma anche un’impresa impegnativa che è stata resa possibile dalla collaborazione con Confindustria Modena, da sempre attenta ai progetti culturali più avanzati che riguardano la città.

(14 settembre 2009)
Argomenti: Confindustria, Cultura