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Alla festa pd di ponte alto

Pietro Ferrari: «Abbattimento deficit priorità per l'Italia»

Per il presidente di Confindustria Modena «è inultile riempire le agende politiche di altre questioni. La priorità numero uno è la lotta all'aumento del debito dello Stato»

«Modena resta una delle province più manifatturiere d'Italia e gli ultimi dati sulle esportazioni sono assai incoraggianti». Nonostante la situazione economica interna incerta e le tensioni sui mercati internazionali, il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari conserva il suo abituale ottimismo e non ha dubbi sulla tenuta del sistema Modena. L'occasione di un confronto ragionato su questi e altri temi di più scottante attualità economica viene da un incontro organizzato alla Festa Pd di Ponte Alto domenica pomeriggio.

Insieme al presidente degli industriali modenesi sono intervenuti anche Maurizio Torreggiani, presidente della Camera di Commercio, Giancarlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive, e Maria Chiara Carrozza, responsabile Forum Pd su Università e Saperi.

Il tema scelto per il confronto ("Tecnòpoli, trasferimento tecnologico e innovazione per lo sviluppo" e moderato dal giornalista di Trc-Telemodena Francesco Galli) è rimasto sullo sfondo a beneficio di una riflessione politica di carattere  generale. «Occorre ricostruire un patto intergenerazionale nel Paese, fondato su crescita e contenimento del debito pubblico», ha attaccato Pietro Ferrari. «È inultile riempire le agende politiche di altre questioni. Dobbiamo individuare la priorità numero uno che in questo momento, sfido chiunque a dimostrare il contrario, è la lotta all'aumento del deficit dello Stato».

Interpellato sulla situazione delle aziende modenesi alla ripresa dalle ferie estive, Ferrari ha confermato le tendenze positive già emerse. «Le nostre imprese sono sempre lì, non hanno abbandonato l'arena. Inutile dire che siamo legati a filo doppio al ciclo delle esportazioni, in Italia i consumi sono al palo e di manovra economica in manovra economica ci stiamo giocando una bella fetta di credibilità internazionale».

Nonostante le grandi questioni di politica nazionale abbiano occupato la gran parte della discussione con un secondo giro di domande si sono toccate le "tradizionali" questioni del territorio.

Ict e scalo merci di Marzaglia
 «A ottobre», ha ricordato Torreggiani, «dovremmo essere nelle condizioni di investire 2 milioni di euro nel polo Ict di Cittanova. Per quanto riguarda lo scalo merci di Marzaglia contiamo due mesi prima dell'avvio del cantiere».

Tecnopoli
«La politica», ha sottolineato Muzzarelli, «è rimasta volutamente fuori dalla gestione dei tecnopoli. Con 240 milioni di euro, nonostante i tagli del governo, abbiamo garantito per i prossimi tre anni piena autonomia a queste strutture. A Modena è prossima l'inaugurazione del complesso di via Campi».

Ricerca
«Il Paese è fermo e da troppo tempo mancano i finanziamenti alla ricerca scientifica e accademica», ha commentato Carrozza. «Mi domando a chi giovi questo immobilismo forzato delle nostre migliori risorse intellettuali. Che Pease è un Paese che non investe più sui propri ricercatori?».

(12 settembre 2011)
Argomenti: Confindustria