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l'analisi di intesa sanpaolo

Export modenese tra luci e ombre

Il Servizio studi della banca torinese ha pubblicato il "Monitor dei distretti dell'Emilia-Romagna", l'indagine sulle esportazioni regionali aggiornate a marzo 2010. Dall'estero riprendono gli ordinativi per la piastrella, ma calano quelli per le macchine agricole, l'abbigliamento e il biomedicale

Il sistema dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna ha aperto il 2010 con un calo delle esportazioni superiore alla media di tutti i distretti italiani: -6,4 per cento contro -0,7 per cento. In questo contesto, fotografato dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo e Cariromagna, per la nostra provincia ci sono luci e ombre: nel primo trimestre di quest'anno riprende l'export della piastrella a Sassuolo (+1,7 per cento rispetto al primo trimestre 2009), ma cala quello delle macchine agricole (-21 per cento), del settore abbigliamento (-29,9 per cento) e del biomedicale (-1,4 per cento).

Posando la lente d'ingrandimento sui 14 distretti in cui convenzionalmente viene divisa la regione, sempre raffrontando il primo trimestre 2010 con il primo trimestre 2009, notiamo che la caduta delle esportazioni riguarda anche le calzature di San Mauro Pascoli (-22,6 per cento), i ciclomotori di Bologna (-28,9 per cento) e le macchine utensili di Piacenza (-35,8 per cento). Più contenute risultano essere invece le contrazioni delle macchine da imballaggio di Bologna (-5,2 per cento).

Ma Sassuolo, nell'abbozzo di ripresa, non è da sola: l'export dimostra di rialzarsi anche per i mobili imbottiti di Forlì (+15,4 per cento), per l'alimentare (+31,9 per cento) e per la food machinery di Parma (+12,6 per cento), per le calzature di Fusignano (+16,8 per cento), per le macchine da legno di Rimini (+8,5 per cento), e infine per l'abbigliamento di Rimini (+19,1 per cento).

I flussi di export Paese per Paese
L’analisi dei flussi di export Paese per Paese fornisce ulteriori indicazioni.

Torna a crescere il mercato francese, che fa registrare uno +0,2 per cento. A trainare l’export in Francia sono soprattutto i distretti parmensi, in particolare la food machinery (+171,9 per cento).

Tra le prime dieci destinazioni della regione si registra la crescita delle export verso la Russia (+6,8 per cento) e il Regno Unito (+13,2 per cento), rispettivamente quinto e settimo mercato di sbocco.

Cresce la rilevanza del mercato cinese, che passa dal diciassettesimo all’undicesimo posto, mantenendo comunque una quota del 2 per cento sul totale esportato dalla regione. In crescita l’export delle macchine da imballaggio di Bologna (+19 per cento), per cui la Cina rappresenta il terzo sbocco commerciale, e le macchine utensili di Piacenza (+241,3 per cento).

In attenuazione il calo di vendite sul secondo e terzo mercato di riferimento, rispettivamente Germania (-2,9 per cento) e Stati Uniti (-8 per cento). In recupero, per entrambi i Paesi, le vendite dei distretti dell’alimentare di Parma e delle piastrelle di Sassuolo. In Germania cresce inoltre l’export delle macchine per il legno di Rimini e l’abbigliamento di Carpi, mentre sono in calo significativo i distretti dei ciclomotori di Bologna (-33 per cento), delle macchine agricole di Modena e Reggio (-25 per cento) e delle macchine da imballaggio di Bologna (-18 per cento).

A testimonianza della forte internazionalizzazione dei distretti emiliani, continuano a crescere le esportazioni verso Hong Kong (+33,7 per cento), India (+13 per cento) e Corea del Sud (+10,7 per cento). In crescita anche le vendite in Egitto (+46,2 per cento), in Israele (+56,9 per cento), Brasile (51,1 per cento) e Algeria (12,5 per cento).

Tra i principali mercati, la Svizzera è il Paese verso il quale l’export emiliano ha sofferto di più, trascinato verso il basso dalla performance negativa del distretto della maglieria e abbigliamento di Carpi (-77,9 per cento). Scarica il "Monitor dei Distretti Emilia-Romagna"

(19 luglio 2010)