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il presidente di confindustria modena

Pietro Ferrari: «Expo 2015, un'occasione da non lasciarsi sfuggire»

Il leader degli industriali modenesi sostiene la proposta della Provincia. «Non c'è tempo da perdere»

Pietro FerrariLe piace la proposta di un progetto di marketing territoriale da cucire addosso a Modena per renderla protagonista di Expo 2015 espressa dal presidente della Provincia?
«Sì. Abbiamo sempre detto che la nostra città, e più in generale la provincia, hanno molte qualità ma che c'è bisogno di trovare i "meccanismi giusti" per farsi conoscere di più e meglio, per promuovere le eccellenze. Che, mi sembra di poterlo dire, sono molte e di assoluto valore».

Diversi mesi fa in occasione di una visita in Confindustria Modena di Diana Bracco, presidente di Expo 2015, abbiamo ricevuto da lei l'assicurazione che vi sarebbe stato un posto anche per Modena.
«È vero. In quell'incontro Diana Bracco si disse certa che Modena e il territorio emiliano-romagnolo avrebbero saputo farsi trovare pronti e avrebbero saputo giovarsi nella maniera ottimale dell'evento. In effetti, il tema di Expo 2015 "Nutrire il pianeta, energia per la vita" permetterà di valorizzare la qualità e il gusto alimentare, la gastronomia e i prodotti tipici, la biodiversità, la cultura italiana e l'attenzione alla salute. E Modena, non dimentichiamolo, ha appena espresso il migliore chef del mondo: l'Accademia internazionale della cucina ha attribuito quel titolo a Massimo Bottura».

Crede che partecipare all'Expo possa creare ricadute positive per Modena più in generale?
«Anche io, come la Bracco, non ho dubbi che la nostra realtà ha le carte in regola per giocarsi al meglio questa partita. E non solo per la posizione vantaggiosa sul piano logistico: in fondo siamo a meno di 180 chilometri da Milano. C'è molto di più. Oltre a una filiera agroalimentare di qualità e a prodotti unici al mondo (Sabattini giustamente ricordava l'aceto balsamico), abbiamo una tradizione e una cultura imprenditoriale altrettanto unica: l'automotive è una delle nostre più importanti specializzazioni industriali e non a caso è stata coniata la definizione "terra di motori", che definisce il sistema delle imprese che operano nel settore delle auto da corsa, con marchi famosi in tutto il mondo, insieme alle molte varie proposte museali e agli eventi organizzati sul territorio su questo tema che ogni anno raccolgono sempre maggiori adesioni e apprezzamenti. Potremo essere, dunque, parte attiva nella costruzione di itinerari tematici che da Milano convoglieranno qui visitatori e turisti. Anche in questo caso, sono d'accordo con Sabattini: occorre accelerare i tempi e iniziare a lavorare per un progetto a più sfaccettature che metta insieme le diverse eccellenze di Modena».

(10 marzo 2011)