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Eugenio Onori: «Sistri, una rivoluzione a vantaggio delle imprese»

Per il presidente dell'Albo nazionale dei gestori ambientali con l'avvento del nuovo sistema sulla tracciabilità dei rifiuti le aziende otterranno un sostanziale abbattimento dei costi e l'eliminazione delle forme di concorrenza sleale

Eugenio OnoriQuali sono le finalità del Sistri?

«La quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate, di cui 125,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e 9,2 milioni di rifiuti pericolosi. L'attuale sistema di rilevazione delle informazioni richieste per il settore dei rifiuti speciali consente di conoscere i dati relativi alla produzione e alla gestione di questa tipologia di rifiuti, con un ritardo di 2-3 anni. Va da sé che, con questi tempi, i dati raccolti siano poco utili al controllo della legalità.
Da un sistema cartaceo si passa a soluzioni tecnologiche avanzate, in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall'altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente un processo complesso che comprende tutta la filiera dei rifiuti.
I vantaggi derivanti dall'applicazione del Sistri saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione.
Una più corretta gestione dei rifiuti avrà vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole».

I detrattori del Sistri dicono che la nuova procedura non consentirà un'effettiva riduzione degli oneri a carico delle imprese né tanto meno un abbassamento dei costi gestionali. Come controbatte a questa presa di posizione?

«Come rimarcato anche dalle associazioni imprenditoriali, l'attuale sistema di gestione dei rifiuti basato sulla documentazione cartacea, oggi, grava sul mondo delle imprese per oltre 700 milioni di euro l'anno e il Modello unico di dichiarazione ambientale, meglio conosciuto con l'acronimo Mud, da solo vale il 40 per cento del totale. Con l'entrata in vigore di Sistri si stima un forte abbattimento dei costi che direttamente o indirettamente gravano sull'impresa in ragione dell'attuale sistema».

Ci faccia un paio di esempi concreti di come miglioreranno l'organizzazione e i conti delle aziende.

«Oggi le imprese impegnano importanti risorse umane e finanziarie che con Sistri potrebbero essere meglio utilizzate all'interno dell'organizzazione aziendale. Va tenuto inoltre presente che l'attuale sistema cartaceo, per la sua complessità, risulta essere spesso fonte di errori formali che vengono sanzionati dagli organi di controllo con ulteriori costi.
Il Sistri spazza via questo genere di problemi: da una parte costituisce un forte strumento di semplificazione e dall'altra consente a tutti i soggetti coinvolti (produttori, trasportatori, intermediari, recuperatori e smaltitori) di gestire correttamente la materia.
La procedura non è difficile. L'azienda che intende avviare al recupero o allo smaltimento i rifiuti prodotti dalla propria attività informerà il sistema con al compilazione dell'apposita scheda elettronica indicando i rifiuti, il trasportatore e il destinatario. Il trasportatore interessato prenderà in carico i rifiuti mediante la propria chiavetta Usb, che successivamente scaricherà al destinatario. Si tratta di operazioni di facile esecuzione, da effettuare una sola volta, diversamente da quanto avviene ora».

Che cosa dovranno fare i produttori di rifiuti e le aziende che operano nella filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti?

«I soggetti individuati dal decreto del ministro dell'Ambiente del 17 dicembre 2009 dovranno iscriversi al Sistri: alcune categorie di aziende entro il 1 marzo, altre entro il 29 marzo. L'iscrizione può essere effettuata on line, via fax, per e-mail o per telefono. Le informazioni e la modulistica sono disponibili sul sito www.sistri.it. Successivamente le aziende riceveranno dalle camere di commercio o dalle associazioni di categoria una chiavetta Usb dedicata per ogni unità locale dove si producono o gestiscono i rifiuti, che conterrà un software specifico al posto dei registri e dei formulari. Sui veicoli che trasportano i rifiuti deve essere montata una scatola nera per la trasmissione dei dati del percorso.
Sono previsti 90 giorni per le operazioni di distribuzione e installazione dei dispositivi. Un ulteriore periodo di 30 giorni può essere utilizzato per l'approfondimento operativo e la formazione del personale addetto. Il sistema diventerà operativo per alcune categorie di aziende il 13 luglio, per altre il 13 agosto».

Qual è, secondo lei, l'approccio delle aziende a questa rivoluzione nella gestione dei rifiuti?

«Oltre alla comprensibile preoccupazione per la novità, nei molti incontri con gli operatori ho potuto notare un valutazione positiva del nuovo sistema. Da una parte si condividono i vantaggi anche finanziari connessi alla semplificazione, dall'altra il sistema viene visto come indispensabile strumento per gestire correttamente e in sicurezza i rifiuti».

Come giudica il ruolo delle associazioni di categoria in questa fase?

«Hanno un compito fondamentale. Il decreto del 17 dicembre 2009 affida importanti funzioni gestionali alle associazioni imprenditoriali. Esse, inoltre, saranno presenti con i propri rappresentanti nel comitato di vigilanza e controllo che dovrà garantire il monitoraggio del sistema. D'altro canto in una operazione di cambiamento così complessa il mondo imprenditoriale non può che essere uno dei principali protagonisti».

(15 febbraio 2010)
Argomenti: Confindustria