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Erg Rivara Storage, presentato il nuovo progetto per il deposito gas

Dopo la bocciatura arrivata nel 2007, la società ha raccolto ulteriori prove scientifiche a sostegno dell'idoneità del sito dove costruire il deposito

«La nuova documentazione fornisce elementi scientifici concreti, che permetteranno ai tecnici degli enti istituzionali di esaminare il progetto e di valutarne sicurezza e fattibilità». Grayson Nash, presidente di Erg Rivara Storage (Ers), non ha dubbi sul fatto che il progetto del deposito gas di Rivara (il secondo dopo che il primo, nel 2007, era stato bocciato dalla commissione di Verifica impatto ambientale del ministero dell’Ambiente) abbia le carte in regola per arrivare fino in fondo.

Una vista dall'alto dell'area che dovrebbe accogliere il deposito di stoccaggio del gasLe nuove analisi, che depongono in favore del deposito, sono il frutto del lavoro di un’equipe di 29 esperti che appartiene a diversi centri di ricerca, e sono state presentate in una conferenza stampa organizzata dalla società presso la sede di Confindustria Modena.

L’Università La Sapienza di Roma e il Consiglio nazionale delle ricerche hanno analizzato la tettonica e la sismicità dell’area. Schlumberger, uno dei leader mondiali nella fornitura di servizi per l’industria petrolifera, ha invece realizzato un modello matematico tridimensionale di tutto il sottosuolo. L’insieme di questi studi prova come gli effetti sulla struttura geologica delle attività di iniezione e di estrazione del gas siano del tutto trascurabili e come lo stoccaggio non modifichi affatto la sismicità naturale della zona. Nemmeno un terremoto di fortissima intensità provocherebbe danni alla normale attività di immagazzinamento del gas: il sisma abruzzese dello scorso aprile, nella sciagura, ha dimostrato come gli impianti simili presenti in zona, pur con tecnologie più vecchie di quelle prospettate da Erg Rivara Storage, non abbiano subito danni. All’assenza di comunicazione tra ambiente geologico superficiale e profondo, infine, sono giunti sia l’Università di Bologna sia il professor Carlo Gorgoni, già ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Grayson NashIl fascicolo completo, sei faldoni di carta costati circa due milioni di euro, è stato quindi consegnato al ministero dell’Ambiente e agli enti locali interessati. Cittadini e commissioni tecniche avranno sessanta giorni per presentare osservazioni in vista di un nuovo pronunciamento della commissione ministeriale Via. Una risposta definitiva sulla fattibilità dell’impianto dovrebbe essere formulata dal governo entro un anno.

«Con i dati raccolti sul sottosuolo di Rivara abbiamo costituito un corpus di studi unico, un patrimonio di conoscenza scientifica di inestimabile valore», conclude Grayson Nash. «Investiremo circa 20 milioni di euro nella fase preliminare di accertamento, per confermare, una volta di più, la sicurezza e fattibilità dell’impianto. Il ministero dello Sviluppo economico ha recepito tutte le perplessità iniziali dell’Ufficio nazionale minerario, idrocarburi e geotermia di Bologna trasformandole in condizioni da verificare prima di procedere allo sviluppo del progetto».

Chicco Tagliaferri«La natura ha dato una mano a Rivara: la sua conformazione geofisica e la posizione geografica ne fanno un giacimento ottimale», afferma il project manager Chicco Tagliaferri. «Si trova al crocevia delle regioni che maggiormente usano gas e può garantire un’attività erogativa costante di 32 milioni di metri cubi al giorno. Lo stoccaggio avverrà con i migliori standard di sicurezza esistenti. I due anni intercorsi dal respingimento del primo progetto a oggi, ci sono serviti per apportare modifiche fondamentali: i compressori sono ridotti a due, il ciclo di disidratazione del metano avviene senza l’impiego di sostanze chimiche tossiche, è aumentato il recupero energetico con la produzione di energia elettrica sia in cogenerazione dal calore prodotto dalle turbine in estate, sia sfruttando il salto di pressione durante l’inverno».

«Da un dialogo attivo con la cittadinanza», aggiunge Tagliaferri, «ripartiremo per dimostrare agli scettici e ai detrattori che non ci sottraiamo al confronto e che il progetto di Rivara poggia su solide basi scientifiche».

(07 settembre 2009)
Argomenti: Terziario