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Energie pulite, fondi per le imprese

La Regione ha attivato due programmi distinti per le imprese

La green economy attecchisce anche in Emilia-Romagna e gli obiettivi di Kyoto potrebbero diventare, in realtà, un'opportunità per le Pmi. Con i programmi regionali e gli incentivi per la produzione elettrica con l’energia solare varati nel 2007 a livello nazionale, in regione si è registrata una partenza record per il fotovoltaico, tanto che nel 2010 si stima una produzione di 65 megawatt elettrici (MWe).

Grazie alla riconversione degli zuccherifici e ai piccoli impianti di agroenergia nelle imprese agricole (100 MWe) decollano anche eolico (insediamenti già per oltre 40 MWe) e biomasse. Nel 2010 risulteranno quindi centrati tutti gli obiettivi di produzione di energia con fonti rinnovabili fissati dal Piano energetico regionale.

Oggi è quasi completato anche il programma di riconversione di tutti i vecchi impianti ad oli combustibili con quelli a tecnologia avanzata (centrali a “ciclo combinato” alimentate a metano). L’adozione di queste tecnologie ha consentito una riduzione del 30 per cento delle emissioni.

Cresce pure l’utilizzo della cogenerazione, decisiva per combinare il calore all’energia elettrica: secondo il Piano energetico dovrà svilupparsi non solo negli impianti di produzione ma anche negli edifici (microgenerazione) e nell’industria (trigenerazione). Fonti rinnovabili e risparmio energetico prendono il volo grazie agli incentivi dati alle imprese e all’impegno della Regione che ha già stanziato 90 milioni di euro.

Il Piano energetico nell’industria
Per l’industria sono stati attivati due programmi: il primo, "Sostegno a progetti innovativi nel campo delle tecnologie energetico-ambientali volti al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili", ha messo a disposizione 15,3 milioni di euro. Le domande accolte sono state 133 sulle 145 presentate e i progetti promossi genereranno investimenti per quasi 68 milioni di euro. Delle 133 iniziative approvate, 92 (il 69 per cento) sono state avanzate da piccole imprese, 41 (33 per cento) da medie imprese. La grande maggioranza degli interventi finanziati riguarda il fotovoltaico (89 interventi); seguono l’efficienza energetica dei processi produttivi (34) e degli edifici (29). Il risparmio annuo di energia equivale a 20.737 tonnellate di petrolio e a 48.110 tonnellate di anidride carbonica.

Il secondo programma, con la collaborazione fra Regione e Province, è stato attivato per superare l’effetto “sprawl”, ovvero la crescita incontrollata delle 1.300 zone industriali e artigianali oggi esistenti. Le 43 aree che potranno ospitare circa 1.500 nuove aziende saranno dotate di impianti fotovoltaici (il 70 per cento dei programmi prevede questo tipo di intervento), sistemi di illuminazione pubblica a risparmio energetico (56 per cento), rete di teleriscaldamento/raffrescamento (53 per cento), centrali di cogenerazione e trigenerazione (44 per cento); ma anche opere di protezione idraulica, potenziamento della rete fognaria, raccolta e deposito rifiuti. Il programma prevede un investimento regionale e delle risorse del Programma Por-Fesr per 53 milioni di euro.

(29 giugno 2009)