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la presidente di confindustria

Emma Marcegaglia: «Paghiamo meglio i professori più bravi»

«La retribuzione commisurata al merito e alla capacità di ogni singolo docente aiuterebbe la scuola a diventare più competitiva»

Emma Marcegaglia«Le scuole devono avere più autonomia e più flessibilità e i professori più bravi devono essere pagati di più, quelli meno bravi di meno, come succede nelle imprese». Così Emma Marcegaglia parlando dal palco del convegno organizzato dal Club dei 15 su "Scuole e imprese del terzo millennio".

La presidente di Confindustria ha poi ribadito di essere a favore «dell'approvazione veloce della riforma dell'Università. La riforma contiene alcuni elementi positivi e quindi il rischio che per motivi legati alla crisi non la si approvi è reale, e sarebbe veramente molto negativo. C'è uno stanziamento di circa 900 milioni di euro: è un primo passo verso il necessario cambiamento».

Durante il convegno è stato affrontato anche il tema del bisogno di figure professionali richieste dal mondo delle imprese. Un gap stimato da Confindustria in circa 110.000 figure professionali solo per il 2010. E proprio molti degli studenti che nella mattina hanno protestato fuori dal cinema che ospitava il convegno lamentavano il fatto che negli istituti professionali la riforma Gelmini sta tagliando proprio la formazione pratica e i laboratori.

Interrogata sulle proteste, Marcegaglia ha spiegato: «Rispettiamo il parere di tutti. In sala, però, ci sono anche tanti giovani che stanno ascoltando i nostri discorsi: fa parte della democrazia e lo accettiamo. Ma al di là delle proteste la soluzione dei problemi viene sempre dal dialogo e dal confronto».

Da Modena, infine, Emma Marcegaglia non ha potuto fare a meno di spendere alcune parole sull'ultimo maxiemendamento alla finanziaria. «Il fatto che ancora una volta non venga supportata la ricerca e l'innovazione per noi è stata una grandissima delusione. Un Paese che non investe in questo non va da nessuna parte, e non guarda al futuro e ai giovani. Su ricerca, capitale umano, università e scuola il governo deve investire e non può dire che non ci sono soldi. Tagli la spesa pubblica, i costi di funzionamento dello stato, gli enti inutili, ma su queste cose l'investimento è d'obbligo».

(22 novembre 2010)