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Elettromeccanica Tironi, un 2010 di welfare e investimenti

L'azienda modenese lancia un programma di welfare aziendale e nell'anno del cinquantenario amplia la sede di via degli Scarlatti

Un insieme di interventi capace di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro del proprio dipendente, di supportarne il potere d'acquisto e di contribuire al suo benessere complessivo: in due parole welfare aziendale.

Elettromeccanica Tironi, l'impresa modenese con un centinaio di dipendenti attiva nel campo dei trasformatori elettrici, ha messo a punto un programma articolato a sostegno dei propri dipendenti.

«La crisi ha scardinato le certezze di molte famiglie» afferma Matteo Tironi, neoamministratore delegato, assieme al fratello Marco, dell'azienda. «Non è infrequente, infatti, trovarsi al cospetto di nuclei familiari in cui c'è almeno un disoccupato o un cassintegrato. Con quest'iniziativa che abbraccia tutto il 2010, vogliamo dare un segnale importante, veicolare un messaggio di fiducia e responsabilità. Il progetto "Welfare Etm 2010" offre ai dipendenti una base comune di agevolazioni per poi diventare, a seconda delle esigenze di ciascuno, qualcosa di più specifico. I lavoratori possono scegliere tra diverse opzioni: il programma di sostegno alla maternità o alla paternità, il servizio di assistenza socio-sanitario, i progetti di formazione o quelli per il tempo libero. Ogni dipendente, incluso il suo nucleo familiare, avrà un rimborso parziale delle spese sostenute nella busta paga del mese in cui sono state consegnate le quietanze di pagamento o i giustificativi di spesa».

Il progetto welfare è l'approdo di un processo partito lo scorso anno. «Nel 2009», spiega Matteo Tironi, «abbiamo costruito in favore dei nostri collaboratori alcune convenzioni con laboratori di analisi, ambulatori medici, ottici e abbiamo istituito, una tantum, il cosiddetto "carrello della spesa", la possibilità cioè di recarsi in un ipermercato con un buono da spendere in prodotti alimentari. L'iniziativa ha riscosso un certo successo e quest'anno abbiamo voluto scommettere su un progetto più complesso e strutturato».

Con una gamma produttiva che copre l'intero arco dei trasformatori elettrici (trasformatori di potenza, di distribuzione, da forno, da trazione, reattori e unità di regolazione, complessi a bobina a mobile), Elettromeccanica Tironi, nel 2009, ha incrementato il proprio fatturato, rispetto al 2008, del 5 per cento, portandolo a circa 27 milioni di euro. «Pur in un contesto globale di crisi», aggiunge Tironi, «siamo riusciti a incrementare le commesse e a tenere i nostri principali mercati extranazionali: Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Paesi scandinavi».

Il 2010 è il primo anno del progetto di welfare ma segna anche il cinquantenario dell'azienda. A settembre, prima dei festeggiamenti per l'importante anniversario, termineranno i lavori di rinnovamento della sede di via degli Scarlatti. «Si tratta di un ampliamento della zona produttiva e della creazione di una nuova sala prove dove collaudare i nostri prodotti, oltre a una nuova palazzina uffici che si affaccia direttamente su via Emilia Est», conclude Matteo Tironi. «Vorremmo infatti aumentare la capacità produttiva dei nostri impianti per soddisfare al meglio le richieste dei clienti. A oggi siamo in grado di produrre trasformatori per quasi 30 milioni di euro. Nel 2011, dopo questo ampliamento, contiamo di raggiungere almeno i 37 milioni di euro».

(01 marzo 2010)
Argomenti: Rsi, Metalmeccanico