Presso l’Università di Modena e Reggio Emilia si è recentemente tenuto un convegno che ha visto rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo accademico e imprenditoriale a confronto per riflettere sul valore strategico dell'Information Technology. In occasione dell’incontro è stata presentata una ricerca condotta da NetConsulting sugli operatori It della regione.
Il consuntivo sulle vendite 2011 delle macchine da cantiere indica un passivo del 21,3 per cento, che si aggiunge al dato già negativo (-9,4 per cento) del 2010. La flessione riguarda ogni tipologia di macchina e l’intero territorio nazionale. «La situazione italiana appare ancora più critica se confrontata con l’andamento del mercato mondiale ed europeo», commenta il presidente di FederUnacoma, Massimo Goldoni, «dove si stima nel 2011 una crescita delle vendite intorno rispettivamente al 30 e al 25 per cento».
Tra il 2002 e il 2010 le piccole e medie imprese hanno contribuito per l'85 per cento alla creazione di posti di lavoro nell'Unione europea. Questa percentuale è nettamente superiore a quella (67 per cento) corrispondente alla quota delle Pmi rispetto all'occupazione totale. Nel corso di questo periodo l'occupazione netta nell'economia di mercato è notevolmente aumentata, in media di 1,1 milioni di posti di lavoro all'anno. È quanto emerge da uno studio sul contributo delle Pmi alla creazione di occupazione presentato dalla Commissione europea.
Il ritardo dei pagamenti della Pubblica amministrazione è un nodo scorsoio che, in virtù della turbolenta congiuntura economica, rischia di strozzare tante piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Sulla delicata questione interviene il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Gaetano Maccaferri. «Urge una risposta alle imprese con un intervento organico e strutturale che riporti progressivamente a normalità questa situazione. Nella maggior parte dei casi parliamo di ritardi fuori da ogni logica economica, in aperta violazione delle direttive comunitarie vigenti».
Sostenere la capacità di aggregazione delle imprese del settore lattiero-caseario, per renderle più competitive in vista dell'abolizione nel 2015 delle quote latte e della conseguente liberalizzazione del mercato. È l’obiettivo del bando per i progetti di filiera, approvato dalla Regione Emilia-Romagna, che stanzia 19 milioni di risorse pubbliche e che metterà in moto un volume di investimenti pari a 50 milioni di euro.
Quali sfide, quali opportunità il sistema della moda deve cogliere per non lasciarsi stritolare dalla morsa letale della crisi? Sabato 14 gennaio, a partire dalle 9.30 presso il Palazzo dei Pio a Carpi, un parterre qualificato di relatori ragionerà sulle prospettive future del settore, ponendo un particolare accento su ricerca, innovazione e creatività. Tra gli interventi in programma anche quello del presidente di Sintesi Fashion Group e delegato Sistema moda Italia di Confidustria Modena Andrea Scacchetti.
Gli ultimi dati disponibili di Assiot, l'associazione di categoria del sistema Confindustria che riunisce i costruttori di organi di trasmissione e ingranaggi, dicono che il settore è in crescita: nel terzo trimestre 2011 si registra un +12,3 per cento per il fatturato, un +10,5 per cento per l'export e un +15 per cento per le consegne sul mercato interno.
Scende a +3,2 per cento (era +3,4 per cento in novembre) il tasso tendenziale annuo di inflazione rilevato in dicembre a Modena dal servizio Statistica del Comune. Il dato mensile rispetto a novembre 2011 presenta una crescita dello 0,3 per cento. Il tasso medio 2011 risulterà pari a +2,5 per cento.
L’economia dell’Emilia-Romagna nel 2011 è cresciuta con un ritmo ridotto rispetto agli anni passati, mentre per il 2012 si prevede un brusco rallentamento. Sono queste le indicazioni che emergono dal Rapporto sull’economia regionale 2011. L’analisi è stata realizzata da Unioncamere e Regione Emilia-Romagna ed è stata presentata nel corso di un incontro di ascolto e confronto con la comunità economica e sociale emiliano-romagnola.
Lo scenario di previsione 2012, redatto dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa San Paolo, evidenzia un nuovo taglio alle stime di crescita del Pil mondiale, dovuto in gran parte alle peggiori aspettative sull’andamento dell’economia europea e in misura inferiore a prospettive meno favorevoli per i mercati delle materie prime. L'Italia è fra i Paesi dell’Eurozona già entrati in una fase recessiva. Il Pil dovrebbe subire un'ulteriore flessione nella prima metà del 2012. Per la media del prossimo anno si stima una contrazione di almeno l'1 per cento. Scarica lo studio completo