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Economia, che 2011 dobbiamo aspettarci?

Per il Servizio Studi di Intesa San Paolo si prospetta una crescita robusta del Pil mondiale (4 per cento), mentre in Italia l'incremento dovrebbe essere dell'1 per cento. In aumento le materie prime

Il 2011 sarà un anno di robusta crescita economica mondiale. Tuttavia, lo scenario di medio termine rimane soggetto a forti rischi e la correzione degli squilibri fiscali frenerà le possibilità di espansione economica nei paesi avanzati. È questa la fotografia che il Servizio Studi di Intesa San Paolo fa del 2011.

L'aumento del Pil globale dovrebbe essere superiore al 4 per cento. La crescita degli Stati Uniti salirà al 3,1 per cento, mentre l'Eurozona dovrebbe rimanere sui ritmi del 2010 (1,7 per cento). Il rallentamento di Cina e India sarà modesto. L'Italia dovrebbe continuare a crescere dell'1 per cento. In Italia come nel resto dell'Eurozona la spinta verrà molto più dalla domanda interna che dalle esportazioni nette.

«In Europa», scrive il Servizio Studi di Intesa San Paolo, «le turbolenze sui mercati del debito stanno peggiorando le prospettive economiche della zona euro, obbligando diversi Paesi ad accelerare le manovre di consolidamento fiscale: stimiamo, infatti, che la correzione dei saldi primari corretti per il ciclo supererà l'uno per cento del Pil nel 2011, con ripercussioni sulla crescita che saranno visibili soprattutto l'anno seguente».

La crescita e le condizioni monetarie accomodanti favoriranno nuovi rincari delle materie prime nel 2010: si attendono incrementi medi superiori al 10 per cento per i metalli e del 7 per cento per il petrolio.

Per effetto dei rincari delle materie prime e dell'ulteriore riassorbimento dell'eccesso di offerta le pressioni disinflazionistiche si indeboliranno. Diversi Paesi emergenti dovranno combattere contro crescenti pressioni inflazionistiche. Anche queste dinamiche con il tempo freneranno l'espansione economica.

Le politiche monetarie in Stati Uniti, Europa e Giappone rimarranno molto accomodanti. La Bce rimarrà condizionata dall'instabilità dei mercati della zona euro: probabilmente i tassi ufficiali rimarranno fermi per tutto il 2011, mentre le misure di sostegno alla liquidità saranno rimosse con estrema gradualità. La Bce potrebbe anche introdurre delle misure ad hoc per separare la fornitura di liquidità alle banche dipendenti dalla gestione della politica monetaria.

(28 dicembre 2010)