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E-Fashion: Liu Jo sceglie l'Ateneo per innovarsi

Tra gli obiettivi del progetto, finanziato dall'azienda carpigiana con un budget di circa un milione di euro e dalla Regione Emilia-Romagna con circa 430 mila euro, il contrasto del fenomeno delle contraffazioni e il visual merchandising

I fratelli Marchi, fondatori del marchio Liu JoL'iniziativa nasce dalla spinta della Regione Emilia-Romagna, che nei mesi scorsi ha lanciato il bando "Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici", a sostegno delle competenze e dei distretti produttivi regionali attraverso la creazione di reti fra mondo della produzione industriale e quello della ricerca.

È in questo contesto che nasce la collaborazione fra l'unità informatica del Tecnopolo di Modena, denominata Softech, e Liu Jo, che insieme hanno creato il laboratorio E-Fashion, finanziato dalla stessa azienda carpigiana con un budget di circa un milione di euro e cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna con circa 430 mila euro.

La responsabilità scientifica è affidata al professore Flavio Bonfatti, docente di Progettazione del Software e di Informatica Industriale alla facoltà di Ingegneria "Enzo Ferrari" di Modena.

Scopo del progetto è di individuare e realizzare soluzioni informatiche che possano dare ulteriore spinta innovativa al noto marchio carpigiano, in particolare per gli aspetti che riguardano la complessa gestione logistica della produzione e per quelli legati alla sfera della comunicazione fra la casa di moda carpigiana e i clienti.

Per quanto riguarda il primo aspetto, il laboratorio E-Fashion sta lavorando a una soluzione denominata "Identification and Tracking" dedicata alla tracciabilità di ciascun capo e accessorio prodotto da Liu Jo. L'idea è quella di inserire all'interno di ciascun oggetto un chip in grado di caratterizzare in maniera esclusiva l'abito o l'accessorio, su cui viene collocato, e garantire così la possibilità di conoscere il percorso che il prodotto fa dalla casa madre al cliente finale. Questa capacità di lasciare tracce è una caratteristica che cerca di dare risposta al fenomeno della contraffazione.

Parallelamente, il laboratorio E-Fashion punta a dare una risposta alle esigenze legate alla sfera "emotiva", a quella dell'acquisto, mirando a rafforzare il dialogo e le forme di comunicazione fra Liu Jo e i suoi clienti. A questo scopo sono previsti progetti di visual merchandising, in particolare di vetrine interattive dove i clienti possano dialogare con le immagini che appaiono sullo schermo per conoscere la disponibilità di un capo, la gamma di colori in cui è disponibile e il prezzo, anche quando il negozio è chiuso.

(21 gennaio 2011)
Argomenti: Enti locali