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Alta formazione

Dottorati di ricerca presentati alle imprese

L'accordo Università-Confindustria Modena prevede il potenziamento di questo strumento che potrà incrementare l'innovazione in azienda

«Il tempo delle chiacchiere è finito, si passa inequivocabilmente ai fatti. Abbiamo fra le mani un'occasione unica per dimostrare che l'università giova a questo territorio e alle sue imprese».

Davanti agli imprenditori riuniti nell'auditorium "Giorgio Fini" per la presentazione del protocollo d'intesa siglato lo scorso 31 marzo con Confindustria Modena, il rettore Aldo Tomasi esce allo scoperto e riassume nella manierà più semplice e piana possibile i punti di forza del dottorato di ricerca, uno dei punti focali del protocollo. «L'azienda ha un problema? Lo sottopone a un giovane laureato che in tre anni, il tempo del dottorato di ricerca, si spreme le meningi per risolverlo».

Aldo TomasiAll'estero i dottorandi sono una risorsa preziosa e le imprese se li contendono. In Italia li si continua a pensare all'interno dell'accademia, in una dimensione astratta che quasi mai collima con la realtà. «Per quanto ci è possibile», afferma il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, «faremo di tutto perché ci si liberi da pregiudizi e luoghi comuni. Il locomotore Modena vuole continuare la sua corsa e per farlo ha bisogno di questa figura».

La firma della convenzione, per il preside della facoltà di Ingegneria Giuseppe Cantore, è un buon punto di partenza ma non basta. «La cultura della ricerca non subisce nessuno svilimento a contatto con la realtà produttiva dell'impresa: è questa l'occasione buona per trasmetterlo ai nostri studenti. D'altro canto, l'imprenditore che voglia puntare all'innovazione del prodotto eccellente non può pensare di avere risultati fulminei. Il dottorando va inserito gradualmente e senza forzature nelle logiche della ricerca industriale».

«Per questa novità», ammette la presidente della commissione Education di Confindustria Modena Roberta Caprari, «c'è molta attesa sul fronte imprenditoriale: si accorciano le distanze della ricerca e si spinge a fondo sull'acceleratore dell'innovazione. All'inizio della crisi l'obiettivo era mantenere il motore delle nostre aziende acceso. Oggi, rimanendo nella metafora, aumentiamo i giri di questo motore. Il dottorato di ricerca è la pietra angolare dell'accordo che abbiamo sottoscritto con l'Università di Modena e Reggio Emilia ed è uno strumento che ci sarà di grande aiuto».

A breve, sul sito di Confindustria Modena, comparirà una pagina ad hoc nella quale saranno riportate le coordinate essenziali per la costituzione di un dottorato di ricerca. «Le procedure burocratiche, i consigli pratici e le informazioni fondamentali», sottolinea il responsabile dell'area Fisco e finanza Alessandro Rossi, «saranno sintetizzati all'interno di un vademecum operativo consultabile da ogni singolo imprenditore associato».

(24 maggio 2010)