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ottobre rosa

Donna non rieducabile, in scena il dramma di Anna Politkovskaja

Ottavia Piccolo porta sul palco uno spettacolo di Stefano Massini liberamente tratto dalla vita della giornalista russa uccisa nel 2006. L’evento è stato organizzato dall’Ausl con il contributo di Confindustria Modena

L’associazione degli imprenditori modenesi conferma così il suo impegno per promuovere e arricchire la campagna dell’Ausl dedicata alla prevenzione dei tumori femminili. «Siamo partner della campagna "Ottobre Rosa - Ricordati di te" dell'Azienda Usl fin dalla prima edizione», ricorda Roberta Caprari, vicepresidente di Confindustria Modena. «La nostra associazione è sensibile a questi temi: siamo persone, donne e uomini prima ancora che imprenditori, manager e lavoratori. La salute è un bene primario e la prevenzione è fondamentale per difenderlo e aumentare la qualità della vita. Condividiamo l'idea che si debba fare ogni sforzo affinché la cultura della prevenzione si diffonda il più possibile, anche al di fuori dei luoghi di cura».

«Quest'anno diverse nostre aziende associate hanno offerto i propri spazi agli esperti dell'Ausl per incontri con le lavoratrici, dando prova di grande attenzione a questi temi. Ma non accade solo per questa occasione: sono molte le imprese che collaborano con enti e associazioni in iniziative a favore della prevenzione».

"Donna non rieducabile", che andrà in scena domenica 23 ottobre alle ore 21, presso l’Auditorium Marco Biagi di Modena, è «uno spettacolo che conferma come la prevenzione possa e debba passare anche attraverso la cultura e l’arte», spiega Giuseppe Caroli, direttore generale dell’Ausl di Modena. «Colgo anche l’occasione per ringraziare il mondo economico modenese per la risposta data quest’anno e in particolare Confindustria Modena».

A tessere le fila del monologo sarà l’attrice Ottavia Piccolo che farà rivivere la voce di Anna Politkovskaja, uccisa a causa del suo impegno sul fronte dei diritti umani e per il coraggio e la passione con cui ha saputo compiere il proprio lavoro di cronista.

Il testo è il risultato di una selezione di inchieste, articoli, denunce, dichiarazioni e lettere scritte dalla giornalista e assemblate da Massini, con un’impostazione quasi documentaristica, priva di qualsiasi tentativo di drammatizzazione. Ne nasce uno spettacolo dai contenuti forti, ma delicato nella maniera. Il tentativo è quello di costruire un album d’immagini in presa diretta, offrendo tanti piccoli zoom su situazioni precise, atmosfere, stati d’animo.

La scelta è di non servirsi delle parole della giornalista per costruire un personaggio teatrale ma, al contrario, di mettersi al loro servizio, preoccupandosi solo di consegnarle intatte all’orecchio attento del pubblico. C’è ben poco da aggiungere, d’altronde, alle immagini che si materializzano attraverso quelle parole: il colore bruno del sangue in mezzo alla strada, il rumore delle bombe che troncano il sonno, le macerie.

Ottavia Piccolo, da parte sua, sembra fare una sorta di’inventario meccanico, un resoconto oggettivo dell’orrore. Per lasciare al pubblico il dovere e il diritto di interpretare le parole della Politkovskaja. Un momento di riflessione, dunque, sul valore della libertà nell’epoca della comunicazione globale e sull’incredibile dignità che le donne dimostrano davanti alle difficoltà della vita. Ad arricchire la performance ci penserà la musica di Floraleda Sacchi, una delle arpiste più importanti del mondo.

(17 ottobre 2011)
Argomenti: Confindustria, Cultura