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Disturbi psichiatrici, over 65 a rischio

Modena è una città sempre più vecchia e tra gli anziani sono in aumento le malattie legate al disagio mentale

La platea dell'auditorium "Giorgio Fini" al convegno di Villa RosaL’Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo: la quota della popolazione con più di 65 anni è destinata a salire dal 20 per cento del 2008 al 32 per cento del 2060. E fra gli over 65 aumentano le persone che soffrono di disturbi psichiatrici.

«Si parla diffusamente di Alzheimer, ma non si tiene in debita considerazione il problema del disturbo psichiatrico, specie se associato all’anziano. Questa patologia, in sensibile aumento negli ultimi anni, è figlia di un diverso approccio che il nucleo familiare d’origine ha nei confronti del proprio anziano».

Secondo Pierluigi Forghieri, direttore sanitario di Villa Rosa (la clinica privata che dal 1951 assiste e cura pazienti affetti da disturbi neurologici e psichiatrici), i nostri anziani sono sempre più soli e non trovano il conforto delle famiglie allargate di una volta. A Villa Rosa, nel 2008, con il numero dei ricoveri salito a 982 (181 in più rispetto al 2007), i pazienti over 65 sono 188. Tra questi ultimi circa l’80 per cento soffre di episodi depressivi e il 76 per cento, finito il periodo di cura, può ritornare al proprio domicilio con una remissione completa del quadro clinico.

Sono i dati emersi nel corso di "Non è un Paese per vecchi. La psichiatria dell’anziano oggi: problemi clinici, terapeutici e assistenziali", il convegno organizzato venerdì 23 ottobre da Villa Rosa presso l’auditorium "Giorgio Fini" di Confindustria Modena.

Pierluigi Forghieri e Pier Luigi Scapicchio«Modena è una città vecchia», afferma Forghieri, «e l’incremento di nascite dovuto all’immigrazione riesce solo in parte a mascherare questa situazione». L’aumento rilevante di disturbi psichiatrici fra gli anziani è la conseguenza meno visibile del logoramento dei rapporti umani.

Legami sempre più labili e deboli rappresentano il principale imputato anche per lo psicogeriatra Pier Luigi Scapicchio: «La solitudine dei nostri vecchi è drammatica: sono soli in mezzo agli altri. Stanno in un contesto umano che non li vuole, li respinge. Disvalori come fretta, superficialità e individualismo si insinuano a poco a poco nella famiglie, finché la comunicazione fra i suoi membri si interrompe: a farne le spese è quasi sempre l’anziano».

(26 ottobre 2009)
Argomenti: Sanità